Organico potenziato anche all’infanzia? CIDI: si può fare, la 107 non lo vieta

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I docenti dell’organico potenziato si potranno utilizzare anche nella scuola dell’infanzia? La Nota ministeriale del 21 settembre scorso (Prot. 3059) suggerirebbe di no, ma Giuseppe Bagni, presidente CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) non è d’accordo e punta a una interpretazione estensiva del concetto di ‘natura comprensiva’.

I docenti dell’organico potenziato si potranno utilizzare anche nella scuola dell’infanzia? La Nota ministeriale del 21 settembre scorso (Prot. 3059) suggerirebbe di no, ma Giuseppe Bagni, presidente CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) non è d’accordo e punta a una interpretazione estensiva del concetto di ‘natura comprensiva’.

Bagni, in base a quanto è scritto nella legge 107 l’organico aggiuntivo andrà distribuito equamente in funzione delle reali necessità di tutti i segmenti degli istituti comprensivi. Una nota del Miur tuttavia chiarisce che non sono previsti posti di potenziamento per la scuola dell’infanzia. Per utilizzare un docente nella scuola dell’infanzia, quindi, bisognerà disobbedire alla norma?

“Non disobbedire alla norma, ma darne una interpretazione estensiva. Se la scuola dell’infanzia è parte integrante di un istituto comprensivo e in un punto preciso della 107 si dice che la scuola può utilizzare gli insegnanti dell’organico potenziato anche in segmenti diversi da quelli di appartenenza, non vedo la ragione per cui non si debba farlo. La nostra è, quindi, una lettura che punta sulla progettualità del collegio docenti, sulla continuità, sull’accompagnamento degli alunni, non discriminando nessun ordine di scuola. E’ importante che in fase applicativa vengano corrette alcune impostazioni sbagliate della legge, che pregiudicano conquiste e battaglie già vinte”.

In un articolo di qualche giorno fa hai parlato però ancora una volta una ‘disattenzione attiva’ riferendoti alla scuola dell’infanzia, forse la battaglia non è ancora del tutto conclusa?

“Il dibattito sulla scuola dell’infanzia è ancora aperto e non vengono scoraggiate interpretazioni contrastanti: la riforma le darà un assetto di ‘vera’ scuola o sarà risucchiata nel percorso 0-6? Da un lato le Indicazioni dicono che si tratta di scuola a tutti gli effetti, dall’altro però è sparito dalle deleghe l’interpretazione dell’On.le Puglisi che parlava del segmento 3-6 come di ‘fase prima della scuola’. Sembrano dimenticanze, disattenzioni ingenue, non volute, ma alla fine ottengono l’effetto di lasciare nel vago qualche aspetto cosicché si possa agire come si vuole”. 

In quale direzione è più plausibile che si decida di andare?

“Io penso che l’essere stata all’interno degli istituti comprensivi rafforzi l’idea di una scuola dell’infanzia come segmento indispensabile del ciclo d’istruzione primaria. Tuttavia, però, la Legge 107 è volutamente e nuovamente ambigua quando non specifica che i passaggi da un ordine all’altro (ammessi da licei a tecnici o a professionali, per esempio) possono avvenire anche tra primaria e infanzia. Anzi, come abbiamo già ricordato, con la Nota del 21/09/2015 addirittura si precisa che l’organico potenziato non può essere nominato su scuola dell’infanzia”.

Questa Nota sembra andare verso una lettura decisamente meno estensiva di quella che suggerite tu e il Cidi. Che cosa consigli ai dirigenti che se la trovano nelle mani?

“Io ribadisco la mia interpretazione: dove ci sia un buon accordo tra dirigente e collegio, penso che si possa reagire in maniera intelligente a queste piccole disattenzioni furbe, senza il rischio di porsi al di fuori dalla norma. Insomma, ai dirigenti direi che si può fare”.

Si può fare, ma magari non dappertutto si vuol fare. 

“Sappiamo bene che la disattenzione è attiva anche in tante scuole, non solo al Miur. E’ facile dire ‘stiamo dietro alla norma e facciamo quello che si può’, invece la 107 si deve leggere alla luce del progetto che si ha e dei miglioramenti che si vogliono attuare, verificando se le sue maglie lo permettono”.

 

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