Organico potenziamento: “prendo i tempi durante i giochi sportivi, quando non faccio supplenze”

di redazione
ipsef

Ancora esperienze negative legate alle ore di potenziamento nelle scuole. Oggi pubblichiamo due brutte esperienze che oltre a mettere in evidenza il cattivo uso fatto dalle scuole, evidenzia un comportamento da parte dei colleghi docenti poco corretto.

Faccio da palo per prendere i tempi durante i giochi sportivi

Domani ho 5 ore di supplenze, si 5 di seguito. La docente che si occupa delle sostituzioni pare essersi vendicata del fatto che oggi mi ha vista girare per i corridoi (non trovavo la classe, erano andati in palestra e li stavo cercando), c’erano delle classi da dividere e ha pensato bene di farmi sentire in colpa perché non ho subito detto che ero ‘libera’ in quell’ora (visto che i ragazzi erano in palestra) e quindi avrei dovuto fare la supplenza. Come se il fatto di essere occupata mi evitasse le supplenze. E poi perché proprio io? Visto che eravamo in due sulla classe che era occupata in palestra? Mah. Successivamente faccio le mie due ore di supplenza e mi viene comunicato dalle bidelle (ci dispiace prof, sempre a lei..) il mio orario di domani. Un collega ( quello che a inizio anno, mentre lui andava a fare non so che in giro per la scuola, ed io ero in ora BUCA, mi diceva schioccando le dita:’Ehhh dovresti andare in 2* che io mi devo assentare un attimo ) mi ferma nei corridoi dicendomi al volo che giorno tot, visto che tutti sono fuori per una manifestazione, io dovrei fare da palo o non che cosa per prendere i tempi durante i giochi sportivi, ho espresso il mio dubbio al riguardo e con tono minaccioso mi dice che tanto se i ragazzi sono fuori e tu sei in servizio qualcosa la devi pur fare! Si ma vale così anche per i colleghi o sbaglio!? Organico dell’autonomia un corno! Perché non lo ha proposto ad una insegnante di lettere? (per dire…). E perché devo prendere ordini da insegnanti che non hanno nessun titolo per farlo, solo perché sono l’ultima arrivata ed il mio ruolo non è chiaro e non si sa bene cosa devo fare se non tappare i buchi anche quando non mi spetta?! Dopo giorni di supplenze selvagge i ragazzi mi chiamano: quella che fa le supplenze, perché hanno capito che non posso fare altro e che sono sempre a disposizione di tutti, un ragazzo oggi mi ha anche chiesto se io POSSO mettere le note visto che non sono una prof come le altre… Nelle poche ore che mi rimangono sto facendo compresenze con le docenti di lettere ( a parte quelle di arte una collega mi vuole in classe, ma c’è per poche ore e l’altra non mi vuole..), cerco di darmi da fare, ma alcune di loro pretendono che io faccia il loro lavoro (insegno arte arte e non ne avrei neanche le capacità). Insomma sono in una situazione dalla quale non so cavarmi fuori, mi stanno sfruttando al massimo senza farsi scrupoli. Sanno anche che ho una situazione molto difficile a casa e sono lontana, molto lontana. Il dirigente latita, la nota ministeriale che doveva chiarire ai dirigenti come andrebbe utilizzato il potenziamento non è arrivata ed io non so come tutelarmi perché non ce la faccio più. Credo che non appena avrò chiaro come fare mi rivolgerò al giudice del lavoro per demansionamento del mio ruolo.

Unica via di scampo, mobilità 2017

Sono un’insegnante di ruolo di scuola primaria, l’anno scorso ho chiesto trasferimento interprovinciale in fase B1, ma purtroppo per un errore dell’ “infallibile” algoritmo del Miur (che mi ha scombinato tutte le scuole al momento dell’invio della mia domanda), mi ritrovo a lavorare in un IC per me completamente nuovo.
Al primo Collegio Docenti ho scoperto di essere stata messa su posto di potenziamento su 2 plessi dell’IC, ma quali e per quante ore ancora non era dato saperlo, ovviamente.
Così, il primo mese di scuola è trascorso a fare supplenze in un plesso dove mancavano diverse docenti del Sud, girando tutte le classi come una trottola e facendo ore extra a volontà.
Alla mia richiesta in segreteria sui criteri che erano stati usati per l’assegnazione dei posti ai docenti, mi sono sentita dire “perché tu sei nuova” … (quindi “ultima ruota del carro”, grazie).
Ma dopo un mese e mezzo abbondante, quando pensavo di poter finalmente iniziare i miei progetti di potenziamento, è arrivata la “sorpresa” dell’ennesima modifica del mio orario, con introduzione di un TERZO plesso nel quale fare ore frontali per mancanza di personale.
Tre plessi molto distanti tra di loro ovviamente, sempre con l’auto a secco di carburante.
Insomma… volevano farmi sentire come l’ultima arrivata e ci sono riusciti benissimo.
Sorvolo sui dialoghi con collaboratori e vicari del DS, che mi hanno sempre umiliata e mandata a casa piangendo.
Io non ce la faccio più, come tanti colleghi, purtroppo. Il problema è che siamo solo a novembre. Come si fa ad arrivare a giugno in queste condizioni psicologiche disastrose?
Perché colleghi che non ci conoscono si permettono di giudicarci come incompetenti senza un minimo di rispetto e riguardo?
La mia unica ancora di salvezza è poter chiedere ancora trasferimento per il prossimo anno scolastico, e non mancherò di farlo. Ai colleghi, ai Vicari, al personale di segreteria, a tutti coloro che mi hanno trattata come una nullità e che mi “perderanno” dirò: “peccato, potevate tenermi senza limiti di tempo, perché questa era la mia sede, ma avete fatto di tutto per farmi scappare”.

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