Organico docenti a rischio per il 2022-23. Pantuso (Uil): “Nel Lazio tremila cattedre vacanti. Serve trasparenza e norme snelle

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“Non vuole essere una profezia che si autoavvera, ma a oggi sono tutt’altro che saldi i presupposti che le scuole possano iniziare il nuovo anno con un’adeguata copertura di organico docenti”.

Esordisce così il Segretario regionale Uil Scuola Lazio, Saverio Pantuso, il quale manifesta la propria preoccupazione per le cattedre che risulteranno vacanti nelle scuole di ogni ordine e grado del Lazio a seguito dei circa 3mila pensionamenti.

“Ricordiamo – dice Pantuso – che quest’anno le scuole hanno dovuto arrangiarsi parecchio tra la sfiancante gestione dell’emergenza epidemiologica e quella del personale scolastico da coprire sia per assenze legate al Covid sia per le difficoltà di reperire supplenti, specialmente docenti di matematica nella scuola media di primo grado, informatica, matematica e fisica nel secondo grado, docenti di sostegno nei vari ordini e grado”.

“Vorremmo essere fiduciosi che il prossimo anno scolastico inizi serenamente – aggiunge il segretario – perché le scuole, il personale che vi lavora, gli alunni e le famiglie se lo meritano. Ma le perplessità sono tante. Da parte nostra stiamo lavorando per evitare gli errori del passato che hanno portato all’enorme pasticcio delle nomine dalle graduatorie per le supplenze e di quelle ad esaurimento, lasciando vuoti circa 3000 posti nelle scuole di ogni ordine e grado della nostra regione, che solo in parte sono stati coperti. Siamo favorevoli all’utilizzo di procedure informatizzate purché siano accompagnate da una logica razionale, improntata al riconoscimento del punteggio relativo ai servizi, ai titoli e più in generale alla esatta posizione in graduatoria dei docenti, affinché nessuno degli aspiranti rimanga fuori e venga garantito il diritto alla nomina spettante a ciascuno”.  

“Ma sarà necessario e doveroso – conclude il Segretario regionale – pianificare da subito l’avvio del prossimo anno scolastico attraverso una gestione snella e trasparente delle operazioni di assegnazione delle cattedre, cercando di non incappare nelle procedure bizantine che hanno indotto in errore e compromesso i diritti individuali di gran parte del personale precario, nello sforzo comune di assicurare sin da subito il normale funzionamento scolastico”. 

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