Organico Covid, oltre 50mila docenti e Ata rischiano il licenziamento dal 1° aprile. Anief: sarebbe folle, questo organico deve rimanere per sempre. Problemi pure sui pagamenti

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Nessuna buona nuova sulla conferma degli oltre 50mila insegnanti e Ata assunti sull’organico Covid: il ministero dell’Istruzione ha oggi comunicato ai sindacati che ritiene corretta la richiesta di proroga sino alla fine dell’anno scolastico dei contratti di tale personale, ma a oggi non sono stati reperiti i finanziamenti utili all’operazione.

Anief, presente all’incontro, ha ricordato che la conferma dell’organico Covid è fondamentale ai fini della gestione delle scuole in tempo di pandemia, ma anche che dove essere inglobato negli organici di diritto e quindi diventare un contingente strutturale, poiché si tratterebbe anche di ricollocare nei nostri istituti scolastici una parte di quei posti tagliati con il dimensionamento Tremonti-Gelmini. Il sindacato, a questo proposito, nelle scorse settimane ha anche presentato un emendamento, dopo averlo fatto con la Legge di Bilancio 2022, anche nel decreto Sostegni Ter.

Anief, inoltre, ha chiesto di introdurre per le scuole una procedura più snella nell’acquisto delle mascherine anti-Covid.

 

Andrea Messina, segretario generale Anief, fa sapere che il sindacato ha presentato al ministero dell’Istruzione due precise richieste: “Secondo noi – ha detto Messina – non solo la proroga dei contratti Covid deve essere introdotta a tutti i costi fino al prossimo 30 giugno, ma va anche fatta una ricognizione dettagliata per ogni qualifica, andando a verificare quanti docenti, amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e altre figure sono state contrattualizzata per affrontare l’emergenza pandemica. L’obiettivo è ragionare su come portare a regime queste professionalità, perché se è vero che le scuole non possono fare a meno di tale organico, considerando che il loro apporto prescinde dallo stato di emergenza, peraltro ancora in corso, allora da settembre è bene che tali risorse umane vengano inglobate negli organici di diritto”.

 

Anief ha quindi manifestato tutto il suo dissenso sul fatto che a meno di un mese dalla scadenza dei contratti dei docenti e Ata Covid, fissata al 31 marzo prossimo, non vi siano ancora certezze sulle risorse utili alla proroga degli stessi: “Siamo arrivati all’incontro di oggi speranzosi – dichiara Cristina Dal Pino – perché ci aspettavano rassicurazioni. Invece, i dubbi rimangono e questo non lo possiamo accettare. Inoltre, abbiamo anche fatto presente che gli emolumenti arretrati del personale Covid non sono stati erogati in toto e quelli erogati sono a tassazione separata con la conseguenza che tale personale non ha potuto usufruire nemmeno delle detrazioni da lavoro dipendente, facendo venire meno un loro diritto: in pratica, le detrazioni per oneri sostenuti nei precedenti esercizi non corrispondono ad un’imposta Irpef corrispondente da abbattere e questo perché il reddito della Naspi prevede una tassazione separata. Così, questi dipendenti precari si ritrovano a non avere diritto a detrazioni fiscali, qualora tali contratti corrispondano all’unica fonte di reddito percepita”.

 

Cristina Dal Pino ha infine ribadito che “sull’acquisto delle mascherine anti-Covid e dei fondi stanziati per l’acquisto delle stesse mascherine, sia chirurgiche che FFP2, come sindacato abbiamo chiesto una semplificazione delle macchinose e lunghe procedure introdotte dal ministero stesso, ricordando che ad oggi una sostanziosa fetta di personale scolastico continua ad essere costretto a provvedere ad acquistarle autonomamente”.

Supplenti covid docenti e Ata, fumata nera: il Ministero pronto per la proroga dei contratti ma le risorse ancora non sono disponibili

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