Organico Covid, i circa 50mila docenti e Ata vanno confermati tutto l’anno e in pianta stabile: lo chiede Anief con emendamenti alla Legge di Bilancio

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Mantenere in vita l’organico Covid, di docenti e Ata, per l’intero corrente anno scolastico, ma anche facendolo confluire nell’organico di diritto del personale scolastico, alla luce delle esigenze legate alla pandemia ma anche ai carichi di lavoro crescente dovuti all’autonomia scolastica e ai carichi di lavoro nella scuola sempre più elevati

Lo chiede con forza il sindacato Anief, attraverso degli emendamenti alla manovra di bilancio 2022, in questi giorni al vaglio della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

L’estensione della proroga fino al termine delle lezioni degli Ata assunti con contratto Covid è ritenuta necessaria dal giovane sindacato anche a seguito delle numerose segnalazioni ricevute dai dirigenti scolastici, per i quali risulta indispensabile “prevedere di estendere anche i contratti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario la proroga dei contratti per le finalità connesse all’emergenza epidemiologica”.

Anief ritiene inoltre “irragionevole che le nuove risorse previste dalla L. 77/2020 non siano introdotte anche per l’a.s. 2021/22 in considerazione del perdurare della situazione di emergenza e della necessità dello sdoppiamento delle classi”.

Il sindacato autonomo, infine, chiede tutte le unità, docenti e Ata, cosiddette Covid – circa 50mila – siano inserite “stabilmente nell’organico di diritto a partire dall’anno scolastico 2021/2022”, poiché è assodato che la “situazione di emergenza è ormai permanente”: risulta indispensabili, quindi, “inserire stabilmente nell’organico della scuola i posti dell’organico aggiuntivo al fine di contrastare il fenomeno dell’affollamento delle classi e consentire una migliore funzionalità delle istituzioni scolastiche”.

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