Organico Covid docenti e Ata, spunta proroga ponte fino al 30 aprile. Sasso: “Le nostre scuole hanno bisogno di loro, servono altri soldi”

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Il 31 marzo non scade solo lo stato di emergenza, ma è una data importante pure per l’organico Covid. 

Come più volte sottolineato il Ministero dell’Istruzione ha espresso la volontà di prorogare il contratto per docenti e Ata, ma bisogna trovare le risorse. Anzi quelle, secondo più parti, ci sarebbero, ma va trovata la cornice normativa.

Sono in corso interlocuzioni tra i rappresentanti ministeriali. Riunioni tra tecnici del Ministero dell’Economia e quello dell’Istruzione per capire come intervenire ed evitare di lasciare “a piedi” docenti e Ata.

Per coprire gli ultimi mesi servono quasi 200 milioni di euro (per 55mila contratti di cui 2/3 personale Ata). 60 milioni ci sarebbero già, va trovato il restante.

Secondo quanto raccolto si lavorerebbe per una proroga ponte fino al 30 aprile, poi, con il nuovo DEF (documento di programmazione economica e finanziaria) da presentare entro il 10 aprile, si potrebbe arrivare fino al 30 giugno, così come auspicano politici e sindacati.

Il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, spiega su Facebook: “Le nostre scuole hanno bisogno di questo personale fino al termine delle attività didattiche e il ministero dell’Istruzione sta premendo fortemente sul MEF affinché ciò avvenga. Servono altri soldi”.

L’esponente della Lega è in forte pressione sui rappresentanti ministeriali per portare a casa la proroga. I prossimi giorni saranno decisivi in questo senso.

Fratelli d’Italia, invece, rincara la dose e punta il dito contro l’attuale maggioranza: “Il loro contratto è in scadenza il prossimo 31 marzo ed è incredibile che quindici giorni prima un nostro emendamento al decreto sostegni ter, per prorogare a giugno 2022 i contratti del personale Covid nelle scuole, venga bocciato da questa maggioranza. Una situazione che mette in ginocchio gli istituti scolastici, ancora alle prese con le conseguenze della pandemia. Siamo alle solite, è un governo strabico quello italiano: l’occhio è fisso su un obiettivo ma ne vede un altro. Pare fissare l’interesse della scuola ma in realtà lo ostacola puntando altrove”.

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