Organico Covid, a giugno fine supplenze. La parentesi potrebbe chiudersi con l’anno scolastico 2021/22

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Con il termine delle lezioni a giugno potrebbe chiudersi la parentesi supplenze organico Covid docenti e ATA, che hanno caratterizzato questi ultimi due anni scolastici con la pandemia. Si guarda verso un anno scolastico nuovo, o semplicemente normale. Tutto però dipenderà dall’andamento del virus.

Circa 40 mila supplenze per insegnanti e personale ATA dall’organico Covid. I contratti stanno per scadere, anche se abbiamo visto che non per tutti è stato così. Le date variano a seconda del calendario scolastico regionale. 30 giugno è invece la data di scadenza per il personale docente delle scuole dell’infanzia.

Per la scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado le date di fine contratto sono:

4 giugno: Emilia Romagna, Marche.

8 giugno: Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto.

9 giugno: Calabria, Puglia, Umbria.

10 giugno: Liguria, Sicilia, Toscana, Provincia Trento.

11 giugno: Friuli Venezia Giulia.

16 giugno: Provincia Bolzano.

E comunque non oltre il 15 giugno.

Una proroga già incerta per l’anno scolastico 2021/22. Basti ricordare i dubbi sulle supplenze del personale ATA fino a marzo e poi la mancanza di risorse per il proseguimento delle supplenze fino al termine delle lezioni. Il nodo – come sempre – sono le risorse. Ma non solo.

Il prossimo anno scolastico potrebbe essere diverso da questi ultimi due, o meglio, si potrebbe tornare a una certa normalità pre pandemia. Azzardato fare pronostici ora, momento in cui la pandemia è ancora presente ma con un volto nuovo. Nel frattempo ci siamo, per così dire, abituati a convivere con il virus, per quanto esso non sia ancora scomparso.

Anche il premier Draghi, intervenuto nella scuola Dante Alighieri di Sommacampagna, guarda a un nuovo anno scolastico forse senza mascherine: “Spero proprio che l’anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine e che la pandemia non ritorni. So quanto avete sofferto e avete rispettato le regole”.

I contratti di supplenza Covid erano infatti strettamente collegati allo stato di emergenza che, scaduto il 31 marzo, sembra ormai un ricordo. Anche per questo non sembrano ci siano i margini per un loro rinnovo, oltre all’enormità di fondi richiesti per permettere l’attivazione di queste supplenze.

I sindacati hanno chiesto più volte di stabilizzare l’organico Covid. Di recente un emendamento FdI al decreto Ucraina ha proposto la proroga delle supplenze nell’anno scolastico 2022/23. Nulla è cambiato.

L’insufficienza degli organici resta comunque un problema storico della scuola che il Covid ha solo accentuato.

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