Organici, in vista tagli ed esuberi dei nuovi assunti? Probabile

di Avv. Marco Barone
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La denuncia emersa su Repubblica con l’articolo di Salvo Intravia, giornalista esperto di questioni scolastiche, non può lasciare spazi a dubbi.

Il calo sistematico demografico sussistente in Italia è pesante e neanche gli immigrati riusciranno a sanare nell’immediato futuro tale disastro. Un disastro che avrà delle ripercussioni ovvie anche nella scuola.

Dopo decenni di precariato e contenziosi con una infinità di sentenze anche della massima giustizia che hanno sanzionato il ministero e lo Stato italiano per abuso di precarietà, dopo qualche immissione in ruolo, che comunque non è in grado ad oggi di soddisfare pienamente il fabbisogno sussistente nella scuola, arriva una doccia gelata.  Si determinerà una miscela esplosiva.

L’articolo di Repubblica si conclude in questo modo :” (…) qualunque sia la dimensione della contrazione degli alunni, questa determinerà quasi certamente un taglio degli organici con tantissimi esuberi. Una prospettiva che renderebbe oltremodo complesso assumere nuovi docenti: sia dalle graduatorie dei precari, sia dai concorsi.”

Una miscela esplosiva che determinerà l’uscita dal mondo del lavoro in età ancora più avanzata rispetto a quella oggi sussistente e tagli del personale significativi.In caso di esubero di massa primi a rischiare il posto saranno coloro che sono soggetti all’incarico con durata triennale? Non vi è alcuna certezza in merito.

La normativa sussistente in materia nell’ambito della Pubblica Amministrazione prevede che in caso di soprannumeri o eccedenze l’amministrazione  deve collocare in disponibilita’ il personale che non sia possibile impiegare diversamente nell’ambito della medesima amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre amministrazioni nell’ambito regionale, ovvero che non abbia preso servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di mobilita’.

Dalla data di collocamento in disponibilita’ restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore ha diritto ad un’indennita’ pari all’80 per cento dello stipendio e dell’indennita’ integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi.

I periodi di godimento dell’indennita’ sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E’ riconosciuto altresi’ il diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.

Eppure delle soluzioni ci sarebbero. Soluzioni che andrebbero incontro ad una scuola di qualità. Si è detto più volte che l’Italia investe poco nel settore dell’Istruzione rispetto ad altri Paesi importanti. Siamo maglia nera in diverse situazioni.

Si deve iniziare a ragionare seriamente su alcune ipotesi per evitare il disastro inevitabile. Come ridurre in modo significativo il rapporto studenti/docenti e favorire l’uscita dal mondo del lavoro nel settore della scuola, che per diversi aspetti è anche usurante, ad una età accettabile e dignitosa senza penalizzazioni. Se non si valuteranno queste strade, ci si deve preparare al peggio.

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