Organici. In Veneto tagliati 473 posti nelle scuole per il prossimo anno scolastico

di redazione
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"Con il taglio del corpo docente attuato dal Governo nei confronti del Veneto, l'Ufficio scolastico regionale non potrà sdoppiare le classi sovraffollate e le pluriclassi fuori parametro, non potrà garantire le ore previste per il tempo pieno, non potrà dare il doppio turno alle sezioni dell'infanzia, non potrà garantire un’adeguata copertura di insegnanti nelle zone montate, come sull'Altopiano di Asiago, con tutte le problematiche annesse e connesse, che dovranno subire in primis le famiglie sulla propria pelle".

"Con il taglio del corpo docente attuato dal Governo nei confronti del Veneto, l'Ufficio scolastico regionale non potrà sdoppiare le classi sovraffollate e le pluriclassi fuori parametro, non potrà garantire le ore previste per il tempo pieno, non potrà dare il doppio turno alle sezioni dell'infanzia, non potrà garantire un’adeguata copertura di insegnanti nelle zone montate, come sull'Altopiano di Asiago, con tutte le problematiche annesse e connesse, che dovranno subire in primis le famiglie sulla propria pelle".

E’ quanto afferma l'assessore all'istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, commentando i numeri, ampiamente significativi, del confronto tra i posti richiesti dall'Ufficio scolastico regionale del Veneto (48.530) e i posti autorizzati dal MIUR (48.057) per soddisfare il funzionamento delle scuole statali del Veneto nell'anno scolastico 2016/2017.

Nelle scuole della regione, quindi, sono ben 473 i posti che mancano, tutti necessari per soddisfare le esigenze messe in luce dall'assessore regionale Elena Donazzan in raccordo con la dottoressa Daniela Beltrame, dirigente generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Veneto.

“Basti pensare, solo per fare un paio di esempi – conclude l’assessore – a quanto è utile il tempo pieno per i padri e le madri di famiglia che lavorano e quanto è invece preoccupante il fatto che con questi tagli non potranno essere realizzate nuove sezioni statali delle scuole dell'infanzia, a fronte della condizione di sofferenza in cui versano le paritarie”.

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