Organici, Turi (UIL): Oggi come ieri le politiche scolastiche sono dettate dall’economia

Comunicato UIL – Un incontro fissato per fare il punto sugli organici, quello che si è svolto oggi pomeriggio in videoconferenza sindacati-ministero.

Non il primo dall’inizio dell’emergenza coronavirus ma al pari di altri che sono stati fissati per trovare soluzioni, senza una interlocuzione in grado di assumere decisioni condivise.

Così anche quella di oggi è una riunione partita per discutere dell’organico triennale dell’autonomia. Un controsenso dal momento che siamo ancora all’interno del triennio.
Altra questione che non regge è quella di una riduzione degli organici del prossimo anno

Ci saremmo aspettati – dicono al termine dell’incontro i segretari Uil scuola – una politica diversa.
Dovremo far fronte a misure nuove in risposta ad una situazione di forte criticità, la riduzione che vorrebbe il Mef appare veramente in controtendenza.
Siamo di fronte ad una manovra che il Presidente del consiglio ha definito ‘poderosa’ di 400 miliardi.
Alla scuola – sottolinea il segretario generale Turi – rischiano di restare​ solo i ringraziamenti

Siamo sicuri che a settembre la situazione si sarà normalizzata? Se sarà necessario lavorare con modalità diverse, i tagli aiuteranno? Il rientro in classe si prospetta ancora pieno di incertezze. Ci sarà probabilmente la necessità di un distanziamento. Si parla, con termine irritante, di classi pollaio. Ora però non si coglie il momento per renderle meno affollate.
Vista la situazione, non era forse questo il momento di mandare un segnale forte al Paese?
Qualcuno al ministero avrebbe dovuto porsi queste domande ma dal risultato della riunione sembra di no.

Come rispondiamo all’impegno di docenti e dirigenti che credono nelle istituzioni e che con la DaD si stanno misurando giorno per giorno? La presentiamo in videoconferenza la nuova insegnante? Se il prossimo anno cambieranno i docenti sarà veramente impossibile solo parlare di DaD. Potremmo fare a meno, il prossimo anno scolastico del solito balletto dei docenti sui posti disponibili?

Così si manda un brutto segnale al Paese. La scuola è un elemento centrale su cui investire non fare cassa. Oggi come ieri le politiche scolastiche sono dettate dalla logica ragionieristica del MEF che agisce in ritardo, perché i posti sono quelli di Quota 100 dello scorso anno, e li dimezza perché invece di autorizzare tutti i 9 mila posti ne autorizza solo la metà (4.500).

Un gioco delle tre carte nel quale con una mano di prende e con l’altra non si dà. L’Azzolina ancora una volta si dimostra forte con i deboli (precari) e deboli con i forti (MEF).
Con questa politica non si traghetta il sistema dell’istruzione verso il prossimo anno scolastico. E’ invece il tessuto sociale e politico su cui operare e merita scelte coraggiose ed innovative.

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