Organici. Per me quest’anno sarà difficile trovare una collocazione. Lettera

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Egregio Presidente del Consiglio, rieccomi a scriverle dopo circa 9 mesi dalla mia ultima lettera che temo non abbia mai ricevuto e che perciò le allego.

Egregio Presidente del Consiglio, rieccomi a scriverle dopo circa 9 mesi dalla mia ultima lettera che temo non abbia mai ricevuto e che perciò le allego.

Anche questa , come ormai tutte le estati da 18 anni, è stata un’estate di ansia. Le solite domande circolavano per la mia testa e il mio cuore: lavorerò quest’anno? Riuscirò a riavere le mie classi con cui mi piacerebbe poter continuare il lavoro impostato? Cosa prevederà il nuovo piano di assunzioni?.

A dirle tutta la verità mi sono concessa anche un periodo di ottimismo quando sono stati messi in rete i numeri previsti per l’assunzione dal nuovo concorso a cui , in base alla legge, dovevano corrispondere pari posti per noi delle GAE.

Ma è arrivata presto la doccia gelata quando , mio malgrado, mi sono dovuta rendere conto che erano state cambiate, meglio sarebbe dire stravolte, le carte in tavola.

Quando lo scorso anno è partito il piano nazionale di assunzione le regole erano chiare: domande da presentare in 99 province in ordine di preferenza sapendo che si poteva essere assegnati ovunque e che ,in caso di rifiuto si veniva cancellati da ogni graduatoria, tre fasi di assunzione di cui la terza, la cosiddetta fase C ,avrebbe creato un organico di potenziamento che le scuole avrebbero utilizzato per un triennio su progetti preparati ad hoc ma che non potevano accedere alle cattedre. Di fronte a tali condizioni la sottoscritta decide di non presentare la domanda per alcuni buoni motivi: 1)per serietà : nel caso in cui mi dovessero trasferire non ho alcuna intenzione a 50 anni di stravolgere la mia vita e quella della mia famiglia.2) per paura: non voglio rischiare l’esclusione dalle graduatorie perché il mio lavoro lo adoro 3)per scelta: so che chi verrà messo di ruolo nella mia classe di concorso rientrerà nella fase C e diventerà un potenziatore ma io voglio continuare ad avere le mie classi, i miei studenti.

Oggi però è tutto cambiato:

1.       Il tanto temuto piano nazionale in realtà è stato un piano provinciale

2.       Non solo chi non ha accettato non è stato cancellato ma ha persino la possibilità di ricevere una seconda proposta detta di conciliazione se non è soddisfatto della destinazione ricevuta

3.       L’organico di potenziamento non esiste già più ma i potenziatori dello scorso anno ,dopo aver dovuto presentare domanda di trasferimento ed essere stati assegnati ai vari ambiti provinciali, sono tutti saliti in cattedra occupando tutte o quasi le cattedre di diritto su cui si aspettavano le nomine in ruolo da concorso e da GAE

Queste condizioni mi fanno cadere nello sconforto massimo perché temo che per me quest’anno sarà difficile trovare una collocazione.

Non le nascondo che a questo punto intendo attivarmi insieme ad altre colleghe nella stessa situazione, mi piacerebbe sapere cosa penserebbe il parlamento europeo di uno stato che, dopo avere sfruttato per 18 anni un’insegnante, sempre con contratti a tempo determinato, poi la scarica per far posto ad insegnanti molto più giovani.

Vorrei capire perché noi non abbiamo potuto presentare i nostri curriculum e prendere parte alla chiamata diretta dei dirigenti.

Vorrei capire anche perché lo scorso anno  , quando i miei studenti sono stati chiamati a valutare i loro insegnanti su di me, in quanto precaria, non hanno potuto dare alcun giudizio, forse che il mio lavoro non vale quanto quello dei colleghi di ruolo? Chiarisco che non ambivo al premio pecuniario ma solo a conoscere il pensiero dei miei studenti.

Vorrei chiederle se giudica davvero “buona scuola” quella che mette in cattedra chi magari non ha mai insegnato prima e relega a supplenze chi ha un patrimonio certo di esperienza

Vorrei che in caso di risposta affermativa alla mia precedente domanda qualcuno avesse il coraggio di chiedere scusa ai miei studenti di questi 18 anni per aver sempre fatto lavorare una persona di cui non si aveva alcuna stima

Vorrei farla parlare con i miei studenti passati perché sentisse cosa pensano della sottoscritta

Sono veramente arrabbiata ma nonostante tutto auguro a tutti i miei colleghi e a tutti gli studenti un  buon anno scolastico. Continuo ad amare la scuola con tutta me stessa nonostante una serie di riforme che non stanno portando ,come Lei proclama ad una “buona scuola” ,ma ad una scuola sempre più caotica.

Forse sono un’illusa ma gradirei una risposta questa volta.

Le porgo cordiali saluti

Prof.ssa Bruna Rita Dosso

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