Organici in Lombardia. Tagliati 227 posti con un aumento di oltre 5.000 alunni. CISL, la scuola lombarda penalizzata rispetto ad altre regioni

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La CISL Scuola Lombardia, guidata dalla segretaria generale Prof.ssa Adria Bartolich, ha denunciato nei giorni scorsi un taglio di 227 posti a fronte di un aumento di 5.229 alunni, che ha penalizzato moltissimo la Lombardia.

Molte sono le criticità denunciate dalla CISL in merito alla situazione organici lombarda: la zona prealpina, ad esempio. è considerata “territorio di transito“, nel quale si assume il ruolo e si staziona il meno possibile, per poi trasferirsi altrove, pertanto un organico di diritto inferiore alle necessità rispetto a quello di altre regioni unito al fenomeno dei trasferimenti non consente di garantire la continuità didattica.

La Lombardia ha già fatto molto per il dimensionamento scolastico, adeguandosi per tempo alle richieste in tempo di razionalizzazione e contenimento della spesa. Lo ha fatto verticalizzando gli istituti, anche in presenza di scuole montane che avrebbero permesso organici più ricchi. Inoltre ha ridotto gli sprechi aumentando l’offerta formativa e introducendo l’alternanza scuola-lavoro molti anni prima della legge 107.

La CISL denuncia la disparità di trattamento con altre regioni d’Italia riguardo alle deleghe sul sostegno per fare posto ai docenti che chiedono l’assegnazione provvisoria; denuncia anche l’innalzamento al 25 % delle assunzioni in ruolo dal concorso 2012 per consentire un numero più alto di immissioni, decisione che penalizzerebbe gli inseriti in Gae e gravemente lesivo dei loro diritti, maturati in anni e anni di lavoro e attesa nelle stesse.

La CISL lombarda chiede quindi un maggiore controllo sulla questione degli organici per evitare disparità di trattamento tra le regioni e per uscire dalla logica del privilegio delle esigenze personali rispetto a quelle professionali e soprattutto a quelle degli studenti. La Lombardia, scrive la CISL, non ha i grossi numeri di altre regioni riguardo all’ occupazione, anche se 8 anni di crisi economica si sono fatti sentire, ma non per questo la qualità del sistema scuola deve essere subordinata ad altri elementi di valutazione, che non siano prioritariamente la didattica, conclude la CISL.

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