Organici e mobilità. A Salerno non basteranno le cattedre per i rientri, in Sicilia si punta ad aumentare tempo pieno e sostegno

di Giulia Boffa
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Sono moltissimi i docenti che faranno domanda di trasferimento dal Nord al Sud.

Se guardiamo a qualche numero offertoci dalla stampa locale, a Salerno saranno almeno 970 i docenti che presenteranno richiesta di trasferimento, di questi 300 sono i neoimmessi, sottratti all’obbligo del triennio nella provincia del ruolo.

I posti che risultano vacanti ad una prima analisi e che potrebbero contenere i rientri sono solo 300 e sono quelli attualmente occupati o dalle assegnazioni provvisorie o dai precari. A questi dovrebbero aggiungersi 114 posti alla primaria, 66 alle medie e 120 alle superiori, derivanti dai pensionamenti previsti, ma da confermare. La statistica parla di 280 pensionamenti annuali nel salernitano. A questi posti va aggiunto il sostegno e le cattedre che il MEF deciderà di trasformare dal fatto in diritto. I sindacati sono già sicuri che queste cifre non basteranno ad accogliere tutti i docenti che chiederanno di rientrare in provincia.

In Sicilia i sindacati stanno lavorando sul potenziamento del tempo pieno nella primaria per garantire almeno il rientro delle maestre partite per il Nord; ma si lavora anche sul fronte posti di sostegno, affinché duemila cattedre di fatto possano trasformarsi in diritto e concedere poi la possssibilità di fare corsi di specializzazione a chi non ce l’ha. I sindacati siciliani si dicono anche soddisfatti dell’accordo che prevede che il 60% delle cattedre di diritto sia assegnato alle immissioni in ruolo.

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