Organici docenti ed educatori, Ministero: nessun taglio, numeri invariati fino al 2027. Anief: rimane problema supplenze al 30 giugno

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Organico docenti ed educatori: il Ministero ha comunicato che fino al 2027 non sono previste variazioni. I rilievi dell’Anief: rimane il problema dei posti a supplenza fino al 30 giugno o in deroga su sostegno

Non subirà importanti cambiamenti anche nei prossimi anni la consistenza degli organici di diritto su posto comune e di potenziamento dei docenti ed educatori della scuola pubblica: lo ha detto il Ministero dell’Istruzione e del Merito ai sindacati rappresentativi, dati alla mano, nel corso di una informativa dell’organico triennale del corpo insegnante italiano.

Durante l’incontro, al quale per l’Anief erano presenti Chiara Cozzetto, Gianmauro Nonnis e Vittorio Forgione, è stato comunicato che il totale delle cattedre rimarrà pressoché invariato, poiché da un totale attuale di 670.450 unità si passerà a 670.441 nel 2026/27.

Analogamente, per i posti di sostegno per il 2024/25 non sono previste variazioni rispetto al corrente anno scolastico, confermando le attuali 126.170 unità di cui 6.446 di potenziamento.

Rimarrà anche inalterato l’organico dei docenti comuni per l’adeguamento alle situazioni di fatto, sempre fissato a 14.142 unità.

Per il personale educativo sono previste in organico di diritto 2.277 unità per il solo 2024/25.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “nella analisi dei dati mancano i numeri sull’organico di fatto sul sostegno, che in alcune realtà finiscono per raddoppiare il numero dei posti disponibili, ma che non essendo in organico di diritto finiscono per non essere nelle disponibilità del personale dipendente ai fini della mobilità come ai fini del ruolo, ma anche delle supplenze che risultando sempre in organico di fatto sono attribuite al 30 giugno anziché al 31 agosto. Noi chiediamo da anni la trasformazione dei posti sul sostegno da organico di fatto in organico di diritto, in quote di gran lunga maggiori di quanto annualmente stabilito dai ministeri che si sono succeduti: non è più ammissibile che per effetto del mancato incarico al dipendente per i ritardi nella formulazione dell’organico di fatto, si abbia come conseguenza – ha concluso Pacifico – la mancata attribuzione del docente di sostegno ad alunni con disabilità certificata da tempo”.

Secondo Gianmauro Nonnis vice presidente nazionale Anief, “dall’analisi dei dati mancano sia i prospetti degli organici di fatto del personale sul sostegno, sia il prospetto per tutto il triennio di previsione per l’organico di diritto, di potenziamento e di fatto sul sostegno agli alunni con disabilità, poiché le previsioni si limitano al solo anno scolastico 2024/25. Mentre per il personale educativo mancano sia i dati del corrente anno 2023/24, sia la previsione per il triennio esaminato”.

Un altro sindacalista Anief, Vittorio Forgione, ha spiegato che “per il personale educativo si ritiene opportuno incontrarsi prima che i dati siano diffusi, al fine di potere valutare con chi è sul territorio le necessità delle istituzioni educative. Dai dati presentati, la dotazione organica risulta pari a 2.277 posti per un totale di 35.984 allievi iscritti nei vari convitti: si tratta di un contingente di ben 21 unità in meno rispetto al tetto massimo consentito dalla legge. Quindi, esiste la necessità di rivedere radicalmente il DPR n.81/2009 con il superamento del blocco organico effettuato solo ed esclusivamente sul personale educativo. Come vi è necessità di formulare l’organico di fatto in maniera diversa in considerazione del fatto che le iscrizioni nelle istituzioni educative non terminano a gennaio, ma si protraggono anche fino ad agosto, in particolare per le iscrizioni dei convittori e delle convittrici, oltre alla possibilità di costituire organico in deroga in quelle istituzioni con esigenze particolari, ossia una maggiore flessibilità rispetto alla rigida applicazione dei risultati determinati dal SIDI”.

“Sarebbe infine assai utile organizzare un tavolo specifico per il personale educativo, per discutere sulla riqualificazione e valorizzazione del ruolo del personale educativo, come delle prossime immissioni in ruolo, così da renderle coerenti con i numeri e non solo ed esclusivamente basate sui pensionamenti. Come anche è diventata importante – ha concluso Forgione – l’attivazione di percorsi abilitanti, considerando soprattutto che l’ultimo concorso risale al lontano 2000”.

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