Organici ATA. Gissi (CISL): non sono più tollerabili soluzioni temporanee. Conferenza Unificata conferma tesi sindacato

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Il segretario generale della CISL scuola, Maddalena Gissi, ha commentato, tramite il comunicato stampa di seguito riportato,  il parere negativo espresso dalla Conferenza Unificata di Comuni, Province e Regioni sullo schema di decreto del Miur e del Mef recante 'Disposizioni per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) per l'anno scolastico 2015-2016'. 

Il segretario generale della CISL scuola, Maddalena Gissi, ha commentato, tramite il comunicato stampa di seguito riportato,  il parere negativo espresso dalla Conferenza Unificata di Comuni, Province e Regioni sullo schema di decreto del Miur e del Mef recante 'Disposizioni per la definizione delle dotazioni organiche del personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata) per l'anno scolastico 2015-2016'. 

Ne abbiamo parlato in "Taglio agli organici ATA. Parere negativo sullo schema di decreto del MIUR e del Mef da parte della Conferenza Unificata dei Comuni, delle Provinceedelle Regioni "

Il segretario della CISL ricorda come questa non sia la prima volta che la Conferenza si esprime negativamente sulla bozza di decreto relativa agli organici ATA, come sostiene da tempo lo stesso sindacato, in quanto l'attuale organico non corrisponde al reale fabbisogno delle scuole, con l'aggravante del divieto, introdotto quest'anno scolastico, di sostituire il personale assente.

Tale insufficienza di organico, prosegue il segretario della CISL, ha peggiorato le condizioni lavorative di detto personale, con conseguenti ricadute negative sul servizio offerto dalle nostre istituzioni scolastiche: difficoltà nel sorvegliare gli alunni, per i collaboratori scolastici, e difficoltà nella gestione amministrativa dei docenti, da parte degli assistenti amministrativi. 

Non sono più tollerabili soluzioni temporanee, attuate su pressione del sindacato, come ad esempio quella di restituire  in organico di fatto i posti decurtati in diritto.

Il comunicato

Ancora una volta, come già avvenuto negli anni scorsi, le amministrazioni locali (Comuni, Province e Regioni) dicono no alla bozza di decreto sugli organici ATA, in linea con quanto da tempo andiamo denunciando: l’attuale dotazione organica è insufficiente al fabbisogno, e la situazione è aggravata da norme di legge che hanno ricadute pesantemente negative sull’organizzazione del servizio, prima fra tutte quella sul divieto di sostituire il personale assente.  

Ne deriva un continuo e crescente aggravio delle condizioni di lavoro del personale, dai collaboratori scolastici, costretti a far fronte, a ranghi ridotti, a compiti delicati come la sorveglianza e in particolare l’assistenza agli alunni disabili, a quanti devono farsi carico della quantità e complessità del lavoro che ricade sugli uffici di segreteria. 

Tante volte lo abbiamo messo in evidenza, a partire dalla manifestazione davanti al MIUR dello scorso autunno, e ora nella nuova fase di mobilitazione avviata con la raccolta di firme sulle diverse criticità che la scuola sta vivendo e già rivolta ad altre più incisive azioni in mancanza di risposte concrete. 

Non siamo solo noi, peraltro, a denunciare questo stato di cose, e il parere dei rappresentanti delle istituzioni locali lo conferma; ma è lo stesso Parlamento, attraverso le Commissioni Istruzione di Camera e Senato, a dire che vi sono situazioni insostenibili, citando fra l’altro la necessità di garantire il turn over del personale che cessa dal servizio e segnalando i disagi dal divieto di sostituzione. 

Non è più possibile limitarsi a soluzioni tampone, come quelle che finora, pressato dalle nostre richieste, il governo ha potuto fare, per esempio restituendo in organico di fatto i posti decurtati in diritto. Se i problemi nascono da norme di legge che impongono situazioni e comportamenti insostenibili, c’è un solo rimedio: cambiarle. Vale in generale, vale nello specifico per gli organici e la gestione del personale ATA. 

Il Governo, se vuole, può senz’altro attivarsi con strumenti e procedure opportune per ottenere modifiche legislative che sono le stesse commissioni parlamentari a chiedergli. Sempre che voglia comportarsi da governo del fare, come ama definirsi, e non da governo degli annunci. 

Roma, 25 marzo 2016 

Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola 

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