Organici, Anief: mancata stabilizzazione posti sostegno e poche cattedre al Sud. Ricorreremo in tribunale

di redazione
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comunicato Anief – Nessuna buona nuova sugli organici del personale docente della scuola pubblica, da adottare per il prossimo anno scolastico: nel corso dell’incontro tenuto poche ore fa al Miur, infatti i sindacati hanno ricevuto un’informativa che lascia l’amaro in bocca.

Sconfessando le promesse di innalzamento dei posti, quelli da consolidare in organico di diritto su tutti i posti comuni sono appena 3.530; solamente 800 i posti dell’attuale organico potenziato saranno destinati  all’Infanzia (meno ancora dei mille annunciati solo qualche settimana fa dal partito di maggioranza uscente); 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali. Ma soprattutto, scrive Orizzonte Scuola, prendendo a pretesto la riduzione, a livello nazionale di alcune migliaia di alunni iscritti, “dalle previsioni del Miur pare che verranno tagliati posti al Sud e non saranno stabilizzati posti di sostegno”.

Secondo il sindacato Anief tutto questo è inaccettabile. Per vari motivi. Come si fa, ad esempio, a portare in organico di diritto appena 3.530 posti, dal momento che ammontano a 80 mila, di cui la metà su sostegno, quelli assegnati con l’organico di fatto ogni anno, di cui la grande maggioranza vacanti a tutti gli effetti? Perché per la scuola dell’Infanzia arriva un ‘contentino’ di 800 posti da assegnare al potenziamento, tra l’altro sottraendoli alla scuola secondaria, che già i presidi danno nell’organico dell’autonomia? Cosa se ne fanno gli istituti professionali di soli 1.162 posti in più, dal momento in cui la personalizzazione dei curricola, incentivata con la scuola dell’autonomia e soprattutto con la Legge 107/2015, avrebbe dovuto aumentare sensibilmente le cattedre degli Insegnanti Tecnico Pratici e gli organici sul sostegno, invece sempre bloccati al 70 per cento?

“Rimaniamo sbalorditi – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – da queste ennesime operazioni di facciata, finalizzate esclusivamente ad assicurare pochi esborsi per l’amministrazione, in cui si continua però a far pagare un prezzo salatissimo agli alunni, alle loro famiglie e a tutto il personale scolastico. Rimane incomprensibile, infatti, il motivo per cui non si tiene conto, nella formazione delle cattedre, di parametri oggettivamente più importanti del numero di alunni, a partire degli alti tassi di abbandono e migratori”.

È sempre più evidente che con questo andare il precariato non si esaurirà mai. Dal prossimo anno, appena rappresentativa, dopo le prossime elezioni Rsu di metà aprile, Anief denuncerà, provincia per provincia, alla procura della Repubblica, tutti i funzionari della macchina amministrativa responsabili della mancata conversione di tutti posti liberi da tempo determinato a tempo indeterminato.

“Ciò accadrà subito dopo che il sindacato avrà ricevuto un’informativa sugli organici non confacenti alle regole. Perché per risolvere il problema del precariato e della continuità didattica non ci si può limitare agli annunci: occorre ripartire da una seria revisione e integrazione degli organici, con tutto quello che ne consegue. Nel frattempo, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmi e contro i cittadini”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

28 marzo 2018

Ufficio Stampa Anief

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