Organici, Anief: dal Miur solo belle parole. Quando si passa ai fatti, si applica politica di risparmio

di redazione
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comunicato Anief – La Circolare Miur sugli organici del prossimo anno è a dir poco deludente: “conterrà poche novità a fronte di situazioni complesse che richiederebbero un ripensamento della materia”, scrive oggi la rivista Orizzonte Scuola. Le decisioni prese dall’amministrazione sono di mera facciata oppure rivolte al risparmio: i posti da consolidare in organico di diritto sono appena 3.530 a fronte di oltre 80mila; appena 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali; si creano i presupposti per tagliare altri ulteriori cattedre al Meridione e nelle Isole: permane il blocco di una cattedra su tre di sostegno che continua ad andare in deroga benché fosse priva di titolare. Dulcis in fundo, saranno solamente 800 i posti di organico potenziato destinati all’Infanzia (meno ancora dei mille annunciati solo qualche settimana fa dal partito di maggioranza uscente).

“Gli 800 posti – spiega la rivista specializzata – saranno distribuiti tra le varie regioni proporzionalmente al numero di alunni frequentanti le scuole dell’infanzia statali. A fare le spese del potenziamento per la scuola di infanzia saranno in primis la scuola secondaria di II grado e la scuola primaria. Solo in ultima battuta si potrà fare riferimento anche alla scuola secondaria di I grado, in quanto tale ordine di scuola risulta essere il più penalizzato dalla distribuzione dell’organico di potenziamento nell’a.s. 2015/16. I nuovi posti, come sempre, saranno utilizzati prima per gli eventuali trasferimenti dei docenti di ruolo”.

Secondo l’Anief, in linea generale, dal Miur si continua ad esprimere concetti in un senso e ad applicare norme in un altro. Si dice in continuazione, ad esempio, che si vuole abbattere il precariato coprendo tutti i posti vacanti, poi però si fa di tutto, inventando norme che vanno oltre l’immaginazione, pur di non utilizzare i posti liberi per le immissioni in ruolo e i trasferimenti.

“Abbiamo un’amministrazione centrale – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che si costituisce in tribunale per negare il titolo abilitante all’insegnamento, per dire no all’inserimento nelle GaE, nella seconda fascia d’istituto e alla partecipazione alla fase transitoria. Noi a questo gioco non ci stiamo: solo nell’ultimo corso-concorso per docenti abilitati, ad esempio, Anief ha raccolto 7 mila ricorsi da parte di docenti per vari motivi esclusi in modo secondo il nostro parere del tutto illegittimo”.

“Ma l’opposizione del Ministero dell’Istruzione alle soluzioni più logiche è a trecentosessanta gradi – continua il sindacalista Anief-Cisal – perché anche l’apparente marcia indietro sul potenziamento della scuola dell’infanzia è a dir poco ridicola: si è concesso, di fatto, appena il 2 per cento del totale assegnato, dopo il diniego totale della Buona Scuola per la quale i docenti fino a 6 anni non sono stati nemmeno presi in considerazione”.

“Abbiamo, infine, un’organizzazione dei posti di sostegno agli alunni disabili che non si riesce a migliorare: confermando oltre 40mila posti in deroga, anche il prossimo anno scolastico si svolgerà con un posto su tre scoperto e assegnato a supplenza in autunno, dopo il solito balletto di precari che si sono avvicendati, con conseguenze pesanti per i disorientati alunni disabili: una vergogna nazionale per la Ministra dell’Istruzione in uscita che, al di là dei comunicati e delle belle parole espresse per oltre un anno, ha confermato tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato le gestioni passate”, conclude Pacifico.

Alla luce di tutto questo e degli organici bloccati, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmi e contro i cittadini.

30 marzo 2018

Ufficio Stampa Anief

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