Organici, Anief: al Sud andavano aumentati. Criterio non può essere solo quello del numero di iscritti

di redazione
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comunicato Anief – Il Ministero dell’Istruzione conferma ai sindacati l’intenzione di spostare sull’organico di diritto solo il 5% dei posti oggi collocati su quello di fatto: appena 3.530, a fronte di oltre 70mila cattedre prive di titolare, di cui almeno 41mila su sostegno. A questa operazione, si aggiunge il no secco alla proposta, presentata da tempo dall’Anief, di incrementare gli organici al Sud, dove gli abbandoni scolastici raggiungono cifre da capogiro, e in tutte quelle zone dove l’istruzione diventa la risorsa prima per risollevare dei territori deprivati a livello sociale, culturale e lavorativo. Paradossalmente, poiché l’ago della bilancia continua ad essere quello delle iscrizioni, applicando la teoria del “tetti predefiniti”, il Meridione e le Isole per l’anno prossimo saranno ulteriormente penalizzati.

“Tutto ciò avviene – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – nell’impotenza dei sindacati rappresentativi, chiamati invece per definizione a vigilare e a denunciare questa finzione. La verità è una sola: la scuola dell’autonomia non può avere organici uguali, predeterminati per numero di alunni: il numero di posti di docenti e Ata da assegnare va calcolato in base alle esigenze del territorio, come il tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione, la presenza di quartieri a rischio o di zone, limitrofe alle scuole, geograficamente poco raggiungibili o economicamente depresse”.

“Inoltre, nel computo della formazione dei posti da assegnare in vista del prossimo anno – continua Pacifico – andava conteggiata, senza ombra di dubbio, anche la presenza di alunni disabili per classe e di studenti alloglotti o stranieri. Sono tutti fattori di cui dover tenere conto sulla determinazione degli organici. Inoltre, quando Anief sarà rappresentava dopo il rinnovo delle Rsu in programma a metà mese, denuncerà in sede di informativa, presso gli ex Provveditorati agli Studi, tutti quei posti vacanti e disponibili che non sono dall’amministrazione territoriale e centrale destinati alle immissioni in ruolo e riconosciuti come tali ma relegati a organico di fatto”.

Nel frattempo, il Miur continua ad essere condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione nel 2017 e indicato dalle sentenze europee, come la famosa Mascolo – C-22/13 proprio sui precari della scuola del 2014. Proseguono anche i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i docenti e Ata già di ruolo.

05 aprile 2018

Ufficio Stampa Anief

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