Organici 2022/23, Anief: numeri bassi e mal distribuiti, nonché lo scandalo del sostegno in deroga

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Terminato il secondo incontro sulle quantità di posti che caratterizzeranno la scuola nel prossimo anno scolastico: anche se sono stati confermati i numeri dello scorso anno, gli organici risultano comunque insufficienti per garantire adeguatamente il diritto all’istruzione, ma anche ad evitare le classi pollaio e adeguare il tempo scuola nella primaria. Marcello Pacifico, presidente Anief, sostiene che “siamo ancora una volta al di sotto delle esigenze, ci sono poi diversi problemi irrisolti, come l’organico di sostegno”.

In merito all’assegnazione degli organici, secondo Anief, non basta dare organici uguali in tutta Italia dal momento che il territorio è caratterizzato da aree con alto tasso di dispersione scolastica, aree isolate e zone che vedono un alto tasso di immigrazione o emigrazione. Bisogna prevedere una ripartizione differente che non sia basata sul solo numero degli alunni per regione. Stabilito l’organico, il sindacato ha denunciato, adesso e ancora una volta, la necessità di coprire con personale di ruolo tutti i posti attualmente disponibili e vacanti. Si proceda immediatamente alla stabilizzazione di tutti i precari con concorsi riservati per titoli e con un esame finale a conclusione dell’anno di formazione e prova.

Secondo il leader dell’Anief risulta “fondamentale poi un intervento sul dimensionamento scolastico: noi non possiamo più tollerare – ha detto Pacifico – il sovraffollamento delle classi. Abbiamo bisogno di classi con un rapporto alunni-insegnati inferiore a quello che abbiamo ora, bisogna inserire l’organico Covid a tempo indeterminato, in organico di diritto per il fabbisogno delle scuole”.

LO SCANDALO DEL SOSTEGNO IN DEROGA

L’emblema di questo inganno, tutto italiano, sono le tante cattedre di sostegno cosiddette in deroga: ogni anno si parte con oltre 50 mila posti vacanti però collocate fino al 30 giugno che si aggiungono alle 100 mila in organico di diritto, per poi scoprire nel corso dell’anno, anche per effetto delle sentenze dei giudici, che sono molte ma molte di più.

I RICORSI PER ASSOLVERE AD UN DIRITTO

Stiamo parlando di un paradosso, peraltro, imposto per legge, la n. 128 del 2013 che destina alle deroghe un terzo del fabbisogno complessivo del sostegno. E siccome gli alunni disabili sono in continuo aumento, anche questi numeri sono destinati ad aumentare. L’Anief ha calcolato che l’anno prossimo si potrebbero arrivare a quasi 100 mila supplenze su sostegno fino al 30 giugno, portando quindi a quasi il 50% il numero di insegnanti precari che seguono gli alunni con disabilità. Una circostanza che deriva proprio dai ricorsi vincenti delle famiglie, che ottengono l’assegnazione di ore settimanali così come aveva disposto l’équipe psico-pedagogica a seguito dell’esame approfondito dell’alunno. Una tesi confermata pure dalla Cassazione nel 2019, con la sentenza n. 25101, secondo la quale non è possibile imporre modifiche una volta che il piano individualizzato dell’alunno disabile è stato stabilito

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