Orecchie d’asino a studente, abuso di potere. Collodi a processo

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Succede in Lombardia, uno dei simboli della scuola d’altri tempi quando l’alunno svogliato o con scarso rendimento veniva identificato con il somaro finisce a processo.

Una prassi che ha anche un riferimento letterario, basti pensare ai “ciuchini” di Collodi. Una metafora che ormai ha fatto il suo tempo.

Così, una insegnante delle elementari, che superato i 60 anni, in Lombardia finisce sotto processo con l’accusa di mezzi di correzione, come riferisce “La Provincia di pavese”.

A denunciare i fatti era stata la stessa scuola dove opera la maestra. Un’altra docente aveva riferito di essere entrata un giorno nella classe dell’insegnante rinviata a giudizio, e di aver notato un alunno che indossava un paio di orecchie d’asino disegnate da un’altra bambina: secondo l’accusa sarebbe stata la maestra a richiederglielo.

Inoltre in altre occasioni si sarebbe rivolta ad altri bambini definendoli “bestiacce” e “imbecilli”, e posando sul capo di un alunno una coroncina di carta con la scritta “Il re degli asini”.

Il difensore dell’insegnante sostiene che si tratta di “accuse infondate” e che il processo dimostrerà l’innocenza della sua assistita. Se la maestra è colpevole o meno sarà il Giudice a deciderlo

Ciò che è certo è che dai tempi di Collodi il mondo è cambiato, le responsabilità sull’insuccesso scolastico non vengono più esclusivamente imputate a carico dello studente. Insomma, ad essere “asini” sono pure gli adulti che non sono riusciti a trovare le modalità per far superare gli ostacoli allo studente. Questo il messaggio che verrà fuori dalla vicenda.

Magari, tra le altre cose bisognerebbe rivedere anche l’età pensionabile degli insegnanti, riconoscendo questo lavoro come usurante. Questione delicata che ha visto piccoli passi avanti con le maestre dell’infanzia, ma che dovrebbe riguardare l’intero settore.

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