Ore di sostegno, Miceli: “Il Parlamento voleva 5000 insegnanti di sostegno in meno ogni anno. Si voleva risparmiare sulle pelle degli alunni con disabilità” [VIDEO]

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“Quello della quantificazione delle ore di sostegno è sempre stato un problema. Questa era inizialmente basata su alcuni documenti, la diagnosi funzionale, il profilo dinamico funzionale e una valutazione del gruppo di lavoro operativo. Tutto partita, dunque da un accertamento sanitario”, spiega Walter Miceli.

I tecnici ministeriali – prosegue l’avvocato – hanno ben pensato di sganciare l’attribuzione delle ore di sostegno dall’accertamento sanitario e basare la quantificazione delle ore di sostegno su un debito di funzionamento. Questo debito di funzionamento si doveva basare su un un profilo di funzionamento che però ad oggi non esiste“.

Pertanto, “non possiamo determinare le ore di sostegno se non utilizzando l’accertamento sanitario. Tutte le determinazione delle ore di sostengo basate sul debito di funzionamento sono illegittime, da impugnare“.

Miceli poi attacca: “Bisogna ricordare l’obiettivo del Parlamento era la riduzione degli insegnanti di sostegno, 5 mila in meno ogni anno“.

Alla fine -conclude – l’intento era di risparmiare sulla pelle degli alunni con disabilità. Per questo motivo, il Consiglio di Stato ha detto che sono le famiglie a dover reagire, insorgere contro il tentativo di ridurre le ore di sostegno”.

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