Ore di sostegno insufficienti e presenza di barriere architettoniche: la scuola non è responsabile. Sentenza

Stampa

Il Tar Lazio (Sez. III bis, Sentenza n. 10879 del 26.10.2020) ha condannato il Ministero dell’istruzione al pagamento, in favore di una bimba disabile, €. 1.128,83, per aver assegnato un numero di ore di sostegno insufficienti, nonché Roma Capitale ad €. 5.643,41, per non aver eliminato le barriere architettoniche dell’edificio scolastico frequentato dalla bambina. Infine, il Tar non ha ritenuto responsabile, per entrambi gli illeciti, l’Istituto Comprensivo, definendolo “mero esecutore dell’assegnazione disposta dal Ministero”.

Mancata assegnazione delle 40 ore di sostegno e mancato abbattimento delle barriere architettoniche

La madre di una minore disabile proponeva ricorso dinanzi al Tar Lazio, per ottenere dal MIUR, dall’Istituto comprensivo interessato e da Roma Capitale, rispettivamente, il risarcimento del danno a questa derivato dalla mancanza (dall’anno di iscrizione 2005-2006 e fino all’anno 2008/2009) dell’insegnante di sostegno/educatrice per l’intera durata delle 40 ore di frequenza settimanale, in luogo delle 12 ore riconosciute, e dalla mancanza e ritardo nella realizzazione delle opere per eliminazione barriere architettoniche nella scuola elementare, per tutti i 5 anni. A sostegno del ricorso ha precisato:

  1. di avere ottenuto nel dicembre del 2008 il provvedimento cautelare che, riconoscendo la lesione al proprio diritto all’educazione ed istruzione, ordinava al Miur di garantire all’alunna l’insegnante di sostegno per l’intero orario scolastico e ordinava al Comune di Roma l’esecuzione dei lavori di eliminazione delle barriere architettoniche, ultimati solo nel 2010;
  2. che la carenza dell’insegnante di sostegno aveva creato alla minore, con gravi handicap fisici e mentali, deficit nell’apprendimento e nella socializzazione, che le barriere architettoniche le avevano determinato gravi difficoltà ad accedere quotidianamente alla propria aula e impedito di usufruire degli spazi dedicati al laboratorio, al cortile, agli sport, al teatro con conseguenti patemi e sofferenze.

La sussistenza dell’illecito

Per il collegio amministrativo quanto prospettato dalla ricorrente presenta, alla luce dei documenti depositati, tutti gli elementi dell’illecito posti in essere, rispettivamente, per le carenze all’offerta di insegnamento dal Ministero e per quelle all’edificio dal Comune di Roma.

La scuola non è responsabile

Il collegio ha tuttavia precisato che non può ritenersi corresponsabile dell’illecito l’Istituto scolastico, in quanto mero esecutore dell’assegnazione disposta dal Ministero: ai fini del riscontro dell’illecito in termini di danno evento, secondo l’impostazione della giurisprudenza (Sezioni Unite n. 500/1999) deve riscontrarsi l’ingiustizia del danno intesa come lesione della situazione giuridica soggettiva in relazione al bene della vita cui esso è correlata, l’elemento soggettivo della colpa ed il nesso di causalità tra condotta e danno.

I danni

Le condotte di MIUR e Comune di Roma sono illegittime, in quanto inadempienti agli obblighi previsti dall’ordinamento interno e internazionale a tutela del minore disabile, così determinando la lesione del diritto di istruzione ed educazione della bambina. In proposito è stata richiamata l’ordinanza cautelare resa dal Tribunale di Roma, che ha imposto alle p.a. di garantire, rispettivamente, l’insegnante di sostegno per l’intera durata dell’orario scolastico e l’eliminazione delle barriere architettoniche a favore della piccola. Tale danno ingiusto risulta caratterizzato da colpa delle Amministrazioni resistenti come apparato per violazione delle norme a tutela dei minori nonché alle regole di imparzialità, di correttezza e di buona amministrazione, avendo Ministero e Comune, anche sollecitati dai genitori dei compagni di classe della ricorrente, omesso di risolvere le problematiche incontrate dalla bambina nella fruizione dell’attività scolastica.

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia