Ore buca nell’orario di servizio degli insegnanti: vanno retribuite?

Stampa

Le scuole hanno finalmente iniziato il loro percorso di accoglienza e formazione verso tutti gli alunni che dopo il lungo periodo di lockdown, aspettavano di poter rientrare a scuola, anche se l’ambiente d’apprendimento appare surreale.

Tutta la comunità scolastica ha incominciato questo anno scolastico, un po’ in sordina, dal momento che in questi ultimi giorni la curva epidemiologica ha ripreso a salire e si teme che possano scoppiare dei focolai anche nelle scuole. Questa è un po’ l’aria che si respira nelle scuole ma se da una parte c’è tutto l’impegno affinché vengano rispettate tutte le indicazioni anti covid, dall’altra c’è l’organizzazione della didattica e del suo funzionamento e indubbiamente l’orario di insegnamento settimanale dei docenti, è quello che muove le fila del processo di apprendimento degli alunni.

Orario settimanale dei docenti e ora buca

La pianificazione dell’orario avviene tenendo conto di alcuni elementi importanti:
⦁ insegnanti su più scuole/ spezzoni
⦁ docenti in part time
⦁ necessità di utilizzo di alcuni spazi comuni del plesso (palestra, laboratori,)
⦁ IRC
⦁ equilibrata distribuzione delle discipline nell’arco della giornata e della settimana;
⦁ alternanza di materie teoriche e di materie pratiche nel corso della mattinata;
⦁ abbinamenti orari così come indicati dai gruppi disciplinari;
⦁ utilizzo razionale di tutti gli spazi.

Nella formulazione dell’orario si terrà conto degli insegnanti che hanno due o più scuole.

Può accadere che l’orario settimanale dei docenti proprio in virtù di quanto su elencato, presenti per alcuni docenti molte ore buche, creando non pochi dissapori.

Nel caso di ore buca sarebbe opportuno che in sede di contratto di Istituto fosse stabilito un numero massimo di ore buca (ad es. massimo 2 ore buca) oltre le quali potrebbe essere riconosciuta una indennità derivante alla flessibilità che il docente è tenuto ad avere per il buon funzionamento della scuola.

Le ore buca, si riferiscono a quelle ore di spacco che vengono assegnate ai docenti nel loro orario di lezione, durante le quali essi non risultano in servizio e non sono regolamentate da nessuna norma.

Diversamente le fonti normative ci dicono che le ore buca devono essere retribuite, consuetudine completamente elusa nelle scuole.

La retribuzione delle ore buca

L’ articolo 2107 del codice civile alla definizione di “orario di lavoro” recita quanto segue:

“La durata giornaliera e settimanale della prestazione di lavoro non può superare i limiti stabiliti dalle leggi speciali o dalle norme corporative”.

Da ciò si deduce che ogni ora di lavoro, prestata oltre quelle stabilite da contratto, se non rientra nelle 40 ore funzionali, è eccedente per cui dovrebbe essere considerata come ora straordinaria e in quanto tale retribuita.

Inoltre già da tempo la Direttiva 1993/104/CE, nell’ articolo 1, ha definito la prestazione lavorativa così:
“qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”

Sulla stessa linea anche il D.Lgs. n. 66/2003 denominato: attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro.

Non dimentichiamo che a riguardo si è espressa anche la Corte di Cassazione sez. lavoro con una sentenza (17511 del 27.07.2010), stabilendo appunto che il dipendente pubblico con ore buca nel proprio orario di servizio deve essere retribuito.

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia