Ordinanza Dad a scelta Puglia, ricorso al Consiglio di Stato: non si è dato giusto peso a disagio minorile

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L’associazione Scuole diffuse in Puglia ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar che lo scorso 20 maggio ha respinto la richiesta di sospensione cautelare proposta da un’associazione di genitori relativa all’ordinanza della Regione che ha previsto la possibilità di optare per la didattica digitale integrata.

“L’associazione di promozione sociale Scuole diffuse in Puglia – si legge in una nota riportata da Ansa- comunica che questa mattina è stato depositata presso il Consiglio di Stato l’impugnativa contro il provvedimento di rigetto da parte del Tar Puglia dell’istanza di sospensione dell’ordinanza della Regione Puglia n. 121, che identifica la ‘Dad a scelta’ come strumento idoneo a garantire il controllo del rischio di contagio da Covid-19 nelle scuole”.

“L’ordinanza – continua la nota – è stata emessa quando la regione era in fase di passaggio da zona rossa a zona arancione e neppure oggi con la Puglia in zona gialla è stata soggetta a revisione. In Puglia da novembre scorso si sono susseguite ben quindici ordinanze regionali con cadenza mediamente quindicinale che hanno scoraggiato la normale attività didattica in presenza ed incentivato la didattica a distanza persino in zona arancione e gialla”.

“Riteniamo – dichiara la presidente dell’associazione Terry Marinuzzi – che il provvedimento del Tar Puglia non abbia dato il giusto peso al disagio minorile dei bambini e dei ragazzi che vivono nelle periferie urbane e sociali dove la scuola resta l’unico presidio per arginare il pericoloso fenomeno della devianza e dell’asservimento ai clan criminali”.

Il Tar lo scorso 20 maggio ha sancito che l’ordinanza del presidente della Giunta pugliese del 23 aprile, si inserisce “in un contesto di eccezionale e perdurante criticità sanitaria connessa al rischio di diffusione del contagio da Covid-19, come risulta dal decreto legge 22 aprile 2021, numero 52 che ha prorogato lo stato di emergenza sino al 31 luglio 2021”.

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