Orario servizio settimanale dei docenti, nome e criteri generali nel I e II Ciclo. Con esempio di indicazioni per il II Ciclo

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L’orario di servizio settimanale dei docenti, di ogni ordine e grado, è regolato dall’art. 28 del CCNL. Tutte le ore sono calcolate in 60 minuti.

Nello specifico ricordiamo:

Scuola d’infanzia: gli orari di funzionamento della scuola dell’infanzia fissati dal regolamento sono, di norma, pari a 40 ore settimanali; su richiesta delle famiglie, l’orario può essere ridotto a 25 ore settimanali o elevato fino a 50, nel rispetto dell’orario annuale massimo delle attività educative, delle scelte autonome di ciascun istituto scolastico e della capacità organizzativa della scuola (locali mensa) e delle amministrazioni comunali.

Scuola primaria: all’atto dell’iscrizione si possono esprimere le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale, che, in base alle norme è così strutturato: 24; 27 fino a 30 (a cui vanno aggiunta le due ore settimanali nelle classi quinte dove si sperimenta l’educazione motoria); 40 ore (tempo pieno, ivi incluse le due ore di educazione motoria). L’accoglimento delle opzioni fino a 30 ore settimanali o per il tempo pieno e subordinato all’esistenza delle risorse in organico e alla disponibilità di adeguati servizi; tali circostanze devono essere portate a conoscenza dei genitori all’atto dell’iscrizione.

Scuola secondaria di I e di II grado: nella domanda, il genitore esprime le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale che, sulla base del D.P.R. 89/2009, è definito in 30 ore oppure 36 ore elevabili fino a 40 ore (tempo prolungato), qualora siano presenti servizi e strutture idonee a consentire lo svolgimento obbligatorio di attività.

La normativa da richiamare

A seguire i riferimenti normativi:

  • Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89: L’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia n 22 ore settimanali nella scuola elementare n 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti elementari, vanno aggiunte due ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni.
  • Art.7, comma 2 lettera b), del d.lgs. 297/94 recita che il Collegio dei docenti formula proposte al direttore didattico o al preside (ora dirigente scolastico, naturalmente) per la formulazione dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle eventuali altre attività scolastiche, avendo sempre e costantemente presente i criteri generali indicati dal consiglio di circolo o d’istituto.
  • Art.28 del CCNL scuola del 19 aprile 2018 definisce che l’orario di servizio relativo all’articolo 28 del CCNL 29/11/2007, può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa o quelle organizzative, dopo aver assicurato la piena ed integrale copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici e nel limite dell’organico di cui all’art. 1, comma 201, della legge n. 107/2015.
  • Art. 28, comma 5, del CCNL scuola 2006-2009 è definito e fissato che sono previste 25 ore per settimana per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, 22 ore per la scuola primaria più due ore di programmazione, 18 ore nella secondaria di primo e secondo grado, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali.
  • Art.25, comma 2, del d.lgs. 165/2001 e dell’art.396, comma 2 lettera d), del d.lgs. 297/94, recita che è compito del dirigente scolastico procedere alla formulazione dell’orario, sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o d’istituto e delle proposte del collegio dei docenti. È il dirigente scolastico che, prima dell’avvio delle lezioni, pubblica l’orario scolastico e informa i docenti del loro orario settimanale. È buona prassi evitare di pubblicare l’orario dei docenti sul sito della scuola dove, a parere dello scrivente, andrebbe pubblicato esclusivamente l’orario di classe con l’indicazione della disciplina o dell’educazione e l’assenza della menzione del docente, onde evitare inutili e dannose violazioni della privacy;
  • Nota MIUR 285 del 5 settembre 2016 che ha stabilito che i docenti, a prescindere dalla tipologia di posto loro assegnato, si inseriscono in “un’unica comunità di pratiche che progetta e realizza le attività” e che “non esiste distinzione contrattuale tra docenti curricolari e docenti di potenziamento”.

Eccezioni da valutare caso per caso causate da emergenze

Resta evidente che detto orario settimanale di servizio dei docenti non può, salvo eccezioni da valutare caso per caso e comunque causate da peculiari emergenze, essere cambiato nel corso della settimana o all’inizio di ciascuna giornata lavorativa. Gli stessi recuperi dei permessi brevi vanno comunicati almeno con un giorno di anticipo per permettere la riorganizzazione della vita personale e familiare del docente eventualmente coinvolto in un recupero di ora. Stesso trattamento è da attribuire ai docenti assegnati, in tutto o in parte, sull’organico di potenziamento. Essi, infatti, hanno diritto ad un orario settimanale di servizio ben scandito, senza possibilità di equivoci o aggiustamenti giornalieri, come accade per tutti, e proprio tutti, i docenti impegnati nelle classi.

Per la definizione dell’orario scolastico si dovranno tenere presenti alcuni vincoli di tipo strutturale

Per la definizione dell’orario scolastico si dovranno tenere presenti alcuni vincoli di tipo strutturale che riguardano la scuola nel suo complesso e le attività didattiche in specifico. L’orario viene elaborato a partire da questi vincoli. Di conseguenza si dovrà dare la precedenza, nella stesura dell’orario, alle classi con insegnanti coinvolti in vincoli strutturali. Ma quali sono questi vincoli strutturali a cui bisogna rifarsi necessariamente? Quest’anno se ne è aggiunto uno che riguarda il docente di educazione motoria nella scuola Primaria, impegnato nelle classi quinte. Eccoli alcuni dei vincoli strutturali:

  • Insegnanti su più scuole/ spezzoni;
  • Due part time;
  • La necessità di utilizzo di alcuni spazi comuni del plesso (palestra, laboratori…);
  • Insegnamento della Religione Cattolica;
  • Insegnamento della Religione Cattolica su più ordini di scuola;
  • Insegnamento della Religione Cattolica su più Istituti o, se nello stesso istituto, in più plessi;
  • Vincoli didattici;
  • Docente di educazione motoria delle classi quinte di scuola Primaria impegnati nell’ordine: in più scuole, in più plessi e, all’interno dello stesso plesso, in più classi.

I vincoli didattici

Cosa si intende per vincoli didattici? I vincoli didattici sono determinati da scelte educative, metodologiche e organizzative, che tengono in particolare conto il benessere degli studenti. L’orario di religione viene elaborato dal team per primo tenendo conto delle classi con alunni esonerati da IRC per accorpare il più possibile le ore di Attività Alternativa all’IRC.

L’orario dell’attività motoria e dell’uso della palestra

L’orario dell’attività motoria e dell’uso della palestra verrà elaborato prima dei singoli orari di classe tenendo conto, nei vari plessi, anche dell’utilizzo da parte di più ordini di scuola: infanzia-primaria e primaria-secondaria.

L’orario degli interventi di potenziamento e sostegno

L’orario degli interventi di potenziamento e sostegno verrà definito sulla base dell’orario generale delle attività didattiche, mirando a realizzare una equilibrata distribuzione del carico di lavoro degli studenti. Cioè si eviterà di costruire un orario sulla scorta delle esigenze dei docenti. L’insegnante di sostegno ha assegnato l’orario sulla base della terapia cui è sottoposto l’alunno.

Gli organi e le loro competenze sull’orario di servizio

Il Dirigente Scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative (D. L.vo 165/01 art. 25,2). “Il Collegio dei docenti…formula … proposte … per la formulazione dell’orario delle lezioni …” (T.U.) e “il Dirigente procede alla formulazione dell’orario …” (T.U. art. 396b).

Formulazione dell’orario scolastico: criteri fissabili da parte del Collegio dei docenti

L’orario settimanale delle lezioni è formulato, nei limiti stabiliti dai vincoli precedentemente indicati, secondo criteri didattici. L’avvicendamento degli insegnanti e la razionale distribuzione delle materie nel tempo hanno il preciso scopo di rendere più efficiente l’azione didattica, per cui si terranno presenti i seguenti criteri:

  • equilibrata distribuzione delle discipline nell’arco della giornata e della settimana;
  • abbinamenti orari così come indicati dai gruppi disciplinari;
  • nella formulazione dell’orario si terrà conto degli insegnanti che hanno due o più scuole;
  • utilizzo razionale di tutti gli spazi (laboratori, atri, palestre, aule speciali);
  • alternanza di materie teoriche e di materie pratiche nel corso della mattinata;
  • docenti impegnati in attività funzionali alla gestione della scuola (collaboratori del DS, responsabili di plesso) per garantire loro la migliore possibilità di esercizio del loro ruolo.

Modalità di articolazione dell’orario di lavoro dei docenti

L’orario di lavoro del personale docente viene articolato in base a criteri didattici e di funzionalità del servizio.
Per evitare che i disagi derivanti dall’impossibilità di definire un orario di servizio per tutti egualmente soddisfacente ricadano ripetutamente sulle stesse persone, i docenti che abbiano, in relazione all’orario definitivo dell’anno scolastico corrente, motivi di scontento in ordine a:

  • numero di ore buche superiore a quello che risulti più frequente nella tabella oraria relativa a tutti i docenti;
  • elevato numero di ore di lezione in una singola giornata;
  • sono invitati a segnalare in forma scritta le osservazioni alla commissione orario e al D.S. al fine di poter pervenire a miglioramenti funzionali in primis all’istituzione scolastica.

La Commissione oraria

La commissione orario si impegnerà ad evitare che nell’anno scolastico successivo le medesime situazioni di disagio si ripetano per le stesse persone. Si aggiungono ancora le seguenti peculiarità:

  • Le ore per i compiti scritti saranno accoppiate per Lettere, Matematica e Inglese e Francese (o altra lingua straniera, naturalmente), per la secondaria di primo grado.
  • Di norma le discipline con solo 2 ore settimanali non possono averle accoppiate in un solo giorno, tranne che, eventualmente, nella scuola primaria;
  • Nello stesso giorno si preveda per quanto possibile una significativa alternanza di materie di insegnamento, in modo da comporre un orario didatticamente valido;
  • Cercare di avere ogni giorno la opportunità di utilizzare docenti a disposizione per le sostituzioni, sia alla prima ora che per l’intero orario.

La pubblicazione del quadro orario: la fonte di cognizione

Gli orari provvisori e definitivi saranno esaminati dal D.S. e poi firmati, protocollati e pubblicati all’albo dell’istituto e sul registro elettronico con la spunta per presa visione. Ogni plesso e ciascun piano di essi dovrebbe contenerne uno. Ma cosa bisogna conoscere davvero sull’orario di servizio? Per prima cosa bisogna sapere che un orario scolastico non è mai da considerarsi definitivo a tal punto da ritenere, laddove si riscontrino anomalie evidenti, impossibile cambiarlo. Infatti, bisogna sapere che l’orario settimanale, per cui è responsabile il dirigente scolastico, è un atto di gestione, e come tale può essere modificato dal dirigente in qualsiasi momento dell’anno, per far fronte a specifiche e motivate richieste del docente, sia che esse afferiscano a questioni di natura didattica, sia per gravi esigenze personali. É il dirigente scolastico a decidere, con il proprio buon senso e se ritiene legittime le istanze del docente, a decidere se modificare l’orario scolastico, anche ad anno iniziato.

La piattaforma contrattuale integrativa e i criteri

Comunque, di solito, è norma che in una buona piattaforma contrattuale integrativa d’Istituto, dirigente scolastico ed RSU, in pieno accordo, individuino alcuni criteri per articolare l’orario settimanale di servizio dei docenti.

Un buon orario di servizio

Un buon orario di servizio deve essere, prima di tutto, riadattabile nel corso dell’anno in caso di necessità. Molte scuole hanno previsto appositi regolamenti finalizzati a individuare criteri generali accettabili per tutti. Tra i più funzionali quello adoperato dal Liceo Ginnasio Statale “Ennio Quirino Visconti”, con sezione Cambridge International School, di Roma diretto dal Dirigente Scolastico
Prof.ssa Rita Pappalardo,  del quale pubblichiamo le indicazioni e quello in uso nell’I.C. Renato Guttuso di Carini diretto con eccezionale competenza manageriale dal dirigente scolastico prof.ssa Valeria La Paglia.

Modalità di articolazione dell’orario di lavoro dei docenti

L’orario di lavoro del personale docente, come detto, si articola su cinque/sei giorni settimanali in orario antimeridiano e pomeridiano per le lezioni curricolari. Viene articolato – si legge nelle “Indicazioni” del Liceo Ginnasio Statale “Ennio Quirino Visconti”, con sezione Cambridge International School, di Roma – in base a criteri didattici e di funzionalità del servizio, tenendo conto, subordinatamente, delle richieste dell’interessato per l’attribuzione del giorno libero e per la scelta eventuale della fascia oraria preferita. Esigenze particolari vanno motivate e sottoposte in forma scritta direttamente al Dirigente Scolastico. In caso di impossibilità ad attribuire a tutti il giorno libero richiesto, si procederà col criterio della turnazione per la quale ci si atterrà alle seguenti modalità se non sarà raggiunto un accordo tra i docenti interessati:

  • sorteggio tra tutti coloro che richiedono lo stesso giorno libero, escluso il docente che nell’anno scolastico precedente fruiva di giorno libero diverso. Per evitare che i disagi derivanti dalla impossibilità di definire un orario di servizio, per tutti egualmente soddisfacente, ricadano ripetutamente sulle stesse persone, i docenti che abbiano motivi di scontento in relazione all’orario definitivo dell’anno scolastico corrente sono invitati a segnalare in forma scritta le loro osservazioni al D.S. e al Referente per l’orario scolastico affinché si possa pervenire a miglioramenti”.

Naturalmente si tratta di proposte ma utilissime dal momento che sugli orari si consumano le maggiori incomprensioni tra i docenti e si individuano le maggiori disparità di trattamento.

Allegato – criteri_orario

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