Orario differenziato e personale scolastico carente, quadra difficile

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Si fa presto a dire orari scaglionati. L’ingresso differenziato nelle scuole per arginare l’assembramento inevitabile nei pressi degli edifici e soprattutto sui mezzi di trasporto si porta dietro problematiche a cui il Comitato tecnico scientifico sembra non prestato troppa attenzione: la carenza del personale scolastico, da quello tecnico amministrativo a quello docente.

E’ l’allarme lanciato da Antonello Giannelli, presidente Anp che motiva  la sua considerazione con un’osservazione aderente alla realtà: l’orario scaglionato è già stato messo in pratica, ma lo slittamento dell’inizio delle lezioni è di circa 10 minuti l’uno dall’altro. E’ sufficiente a evitare l’assembramento davanti all’ingresso principale dell’istituto, ma non ad alleggerire il carico di trasporto sui mezzi pubblici durante le ore che restano di punta.

Per dilatare l’orario delle lezioni sarebbe necessario che l’arco temporale complessivo di attività nell’edificio scolastico parta dal mattino per arrivare al pomeriggio. Detto in altri termini la scuola dovrebbe rimanere aperta per molte più ore in modo che alcune classi possano entrare e uscire a ore differenti l’una dall’altra.

Giannelli riporta l’attenzione sul fatto che a fronte di un provvedimento simile bisognerà trovare la quadra con gli orari di lavoro di docenti, bidelli e amministrativi. E’ che qui arrivano le dolenti note: secondo il rappresentante dei dirigenti scolastici non c’è personale a sufficienza.

Il quotidiano Il Messaggero ha fatto un esempio concreto di quel che avverrebbe con un orario differenziato fortemente, come vorrebbe il Cts. Lorena Loiacono scrive: “Con un orario settimanale di 36 ore, un bidello è presente 6 ore al giorno per 6 giorni a settimana, nel caso di apertura del sabato, o 7 ore e 12 minuti al giorno per 5 giorni lavorativi. Quindi se la scuola apre alle 7:30 per accogliere i ragazzi alle 8, il bidello andrà via al massimo alle 14.45. E questo è l’orario standard. Per tenere la scuola aperta fino alle 17, se non oltre, servirà un’altra persona. Lo stesso discorso vale per i docenti: non è possibile organizzare gli orari per gli insegnanti con lezioni di tre ore al mattino e tre il pomeriggio. Quindi che cosa si fa? Non è pensabile assumere nuovi docenti e nuovi bidelli visto che, per queste esigenze, è già previsto il personale per l’emergenza Covid, circa 70 mila tra insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, che servono a garantire la didattica così come è andata avanti in queste prime settimane”.

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