Ora di religione, Ruscica (Snadir) risponde a Granato: “Solo pregiudizi anacronistici. I docenti di religione conoscono le fatiche dell’insegnamento come gli altri colleghi”

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Ha destato molto clamore l’intervista rilasciata dalla senatrice del gruppo L’Alternativa c’è Bianca Laura Granato ad Orizzonte Scuola in merito all’ora di religione cattolica a scuola. Le parole dell’ex pentastellata sono arrivate anche ad Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, il sindacato degli insegnanti di religione, che ha ribattuto punto su punto alla senatrice.

La Senatrice probabilmente immagina un insegnamento finalizzato all’indottrinamento, mentre, – scrive Orazio Ruscicaal contrario, l’irc prevede un progetto formativo prettamente culturale, indispensabile per cogliere aspetti fondamentali della vita, dell’arte, delle tradizioni del nostro Paese, di quell’insieme di regole, precetti e valori che appartengono alla nostra coscienza collettiva, e che ci aiutano a confrontarci con altre religioni e altri sistemi di significato, così da avere una visione della complessità dell’esistenza umana“.

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A proposito dei docenti di religione, che verrebbero penalizzati nel caso in cui l’ora disciplinare venisse soppressa, lo Snadir ribadisce che “l’insegnante di Religione Cattolica è, come tutti gli altri docenti un lavoratore della scuola che conosce bene le fatiche dell’insegnamento e l’incertezza del precariato e da anni lotta per veder riconosciuti i propri diritti. Anche loro soffrono la totale mancanza di progettualità e stabilità dovuta ad anni di politiche scolastiche inadeguate. Anche loro vivono nella contingenza, e sperimentano ogni giorno il sentimento di incertezza che dalla sfera lavorativa si estende al resto della vita“.

Alla scuola, prosegue il segretario Ruscica, giustamente, si riconosce il compito primario di realizzare percorsi culturali di integrazione ma si nega che l’insegnamento di religione possa contribuire ad assolvere a tale compito, nonostante sia evidente che l’integrazione passa necessariamente anche attraverso una inclusione di identità religiose da riconoscere e valorizzare“.

Ruscica insiste: “La verità è che sopravvive ancora un’idea distorta dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola italiana: molti hanno in mente la loro esperienza di studenti, che magari risale a trenta-quaranta anni fa e sulla base di questo ricordo giudicano un progetto didattico assolutamente diverso e, per tanti aspetti, all’avanguardia“.

E rivolgendosi direttamente alla senatrice Granato conclude: “non venga a spiegarci cosa dovremmo o non dovremmo fare delle nostre occupazioni, piuttosto si dedichi a fare ciò che sarebbe nelle intenzioni della missione politica (che lei forse ha perso di vista): rendere il mondo un posto migliore”.

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