Ora di religione, Bucalo (FDI): “Non è più catechesi ma formazione importante per gli studenti. La sorte dei docenti precari già stabilita a tavolino” [INTERVISTA]

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Ad Orizzonte Scuola interviene la deputata Carmela Ella Bucalo, responsabile scuola di Fratelli d’Italia, che parla a ruota libera del dibattito ora di religione a scuola, analizzando la questione da più angolazioni.

Il dibattito sull’ora di religione a scuola si infiamma: da sempre si sono formati schieramenti fra favorevoli e contrari all’ora di religione cattolica nelle scuole. Sappiamo che non chi non desidera far seguire ai propri figli l’insegnamento di religione cattolica può avvalersi dell’esonero e consentire l’ora di attività alternative. Ma il dibattito è più di natura ideologica che organizzativa. E dunque periodicamente si accendono scontri fra forze politiche.

Contestualmente c’è la lotta per stabilizzare proprio i docenti che insegnano religione cattolica, insegnanti assunti dalla Curia che da anni chiedono di poter transitare a contratti a tempo indeterminato.

Partiamo dall’attualità: gli emendamenti al decreto sostegni bis per la stabilizzazione degli IDR sono stati dichiarati inammissibili. Sembra dunque difficile una risoluzione per i precari in tempi brevi.

Infatti, la inammissibilità degli emendamenti mostra la chiara volontà di negare anche la discussione, che poteva anche sfociare nella bocciatura ma previo confronto. Sembra che la sorte dei precari sia stata già stabilita a tavolino: deluse le promesse fatte dal governo, non solo per i precari IRC. Il decreto sostegni bis prevede la stabilizzazione a pochissimi precari, e per i tanti che rimangono non si prevedono altre alternative come percorsi abilitanti e concorso straordinario per gli insegnanti IRC. 

Pochi giorni fa un suo post ha catturato l’attenzione di tutti: una mozione parlamentare per abolire l’ora di religione a scuola. In realtà lei si riferiva ad un’azione del 2019. Ma il tema è sempre attuale. Perchè l’ora di religione deve restare, secondo lei?

Perché ritengo sia un momento di formazione culturale importante per i nostri studenti, dove si analizzano temi e valori importanti che garantiscono la nostra convivenza sociale, valori su cui è fondata la nostra società come l’uguaglianza, giustizia,  famiglia, lavoro. La scuola ha un compito importante oltre che istruire deve formare e non può prescindere da questi valori. Sdoganiamo che l’ora di religione sia catechistica, da anni non è più così. Si tratta di un insegnamento interdisciplinare dove si affrontano tanti saperi, visto che il  Cristianesimo ha influenzato l’arte, la storia, la letteratura, la musica. E questo insieme di discipline è aperto a tutti i ragazzi, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. Nel merito del mio comunicato relativo alla mozione, poi, preciso che il tentativo di abolire l’ora di religione dalla scuola italiana è stato ribadito da una senatrice nei giorni scorsi, tale azione ha determinato il mio intervento, con ovvio richiamo ad un atto parlamentare, sì di 2 anni fa, ma mai ritirato. Dunque non vedo quale sia l’errore nella tempistica se l’argomento rimane di preoccupante attualità. 

In molti chiedono una sostituzione dell’ora di religione con una disciplina di storia delle religioni, anche per favorire l’integrazione di quegli alunni con origini confessionali diverse. Cosa ne pensa?

Nel corso dell’ora di religione ci si accosta anche ai temi e valori di altre grandi religioni, come le monoteiste, come Islam ed Ebraismo, o le più lontane e diverse da noi, come quelle politeiste ed orientali. Infine, non dimentichiamo un elemento base: quei 60 minuti settimanali sono facoltativi, gli unici dell’intero arco disciplinare. Dunque chi professa un altro credo, può sottrarvisi.

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