Ora di religione a scuola da abolire? Rivedi il dibattito con Corlazzoli (maestro) e Ruscica (Snadir)

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Confronto in diretta su Facebook e Youtube fra Alex Corlazzoli e Orazio Ruscica, in merito all’insegnamento della religione cattolica a scuola a partire dalle ore 15. Conduce il giornalista di Orizzonte Scuola Fabrizio De Angelis

Ora di religione: nuova polemica a ridosso del nuovo anno scolastico. Stavolta si è generato un vero e proprio botta e risposta fra il maestro e giornalista Alex Corlazzoli e Orazio Ruscica, segretario generale del sindacato Snadir.

Nei giorni scorsi ad accendere i riflettori sul tema era stato Alex Corlazzoli: “Nel 2002 la società è cambiata. Nelle nostre classi non ci sono solo bambini figli di genitori di tradizione cattolica ma anche atei, agnostici, musulmani, ebrei, induisti, buddisti. Che senso ha parlare solo di religione cattolica? I tradizionalisti mi diranno che la religione cattolica fa parte del nostro patrimonio culturale, ed è vero, ma perché non studiare le religioni anziché una sola? Perché avere insegnanti che entrano in classe solo per parlare di cattolicesimo in un momento in cui solo la valorizzazione delle differenze può aiutarci a evitare futuri conflitti?”. E poi: “È, inoltre, assurdo che nelle scuole arrivino a insegnare religione persone scelte dalle diocesi. Il requisito principale di accesso al concorso è il possesso per i candidati della certificazione dell’idoneità diocesana”.

La risposta dello Snadir non si è fatta attendere:  Chi frequenta oggi l’ora di religione sa bene che durante quest’ora gli studenti hanno la possibilità di conoscere bene  le  tradizioni,  la  cultura  e  la  religione  che  ha  segnato  le  radici  del nostro paese, anche in relazione alla storia dell’arte e della nostra letteratura, sempre con uno sguardo interreligioso e favorendo l’incontro con le altre  culture e le altre religioni (non a caso in molte realtà sono sorte felici collaborazioni con altre comunità religiose presenti sul territorio), ha detto Orazio Ruscica che ha aggiunto: “oltre a farci una risata, precisiamo ancora una volta che gli insegnanti di religione cattolica non sono stati immessi nei ruoli della scuola statale dal vescovo, bensì a seguito di regolare concorso bandito con decreto dirigenziale del 2 febbraio 2004 in attuazione della legge n.186 del 18 luglio 2003“.

Corlazzoli ha scritto anche una replica in cui difende la propria posizione e rimarca alcuni concetti precedentemente espressi.

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