Ora di intelligenza emotiva a scuola, l’On Bellucci presenta la sua mozione

di redazione
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Inviato da Rosaria Frandina – Focus della legislazione scolastica Italiana ed Europea è, ed è sempre stato, la formazione globale della Persona, unico denominatore comune propedeutico all’integrazione attraverso i processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro della società e, quindi, cittadino attivo.

I saperi, mezzi di evoluzione ed emancipazione, però, devono essere partecipati emotivamente in modo consapevole e corretto perchè possano concretizzare la maturazione delle competenze in un processo interattivo che richiede strumenti tecnici e specifici funzionali.

La Scuola richiede responsabilità, professionalità e rendicontazione sia a livello politico che gestionale; le azioni devono mirare alla salvaguardia del capitale umano atto a “conservare” e consegnare il patrimonio socio-culturale alle future generazioni. Riconoscere se stessi e riconoscersi questo grande compito rende consapevoli del fatto che ognuno è “tassello” prezioso per il meraviglioso mosaico “Italia-Europa-Mondo”.

Conoscere se stessi significa avere contezza delle proprie risorse, dei propri “punti di forza”, ma , anche, delle proprie criticità per intervenire strategicamente e orientare l’agire verso la realizzazione delle potenzialità, comunque, variegate e complementari nell’ottica del soddisfacimento dei bisogni della collettività.

La Scuola, luogo di valori, deve attenzionare questa dimensione tanto delicata e, pertanto, necessita di essere aiutata e supportata nel complesso processo di ausilio nei confronti dei discenti fin dai primi anni di scolarizzazione per insegnare loro a parlare di sè e delle proprie emozioni, per permettere loro di comprendersi meglio, esprimere i propri stati d’animo, riconoscerli e gestirli.

La “base”, gli educatori, si prodiga e si spende quotidianamente, ma può la buona volontà e l’umana virtù soddisfare e onorare questo grande compito?

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