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Opzione Donna, proroga sempre più vantaggiosa, anche con un anno di età in più

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Pensione Opzione donna

Probabile che il regime sperimentale donne venga prorogato anche oltre il 31 dicembre, magari correggendo i requisiti, anche perché diventa sempre più conveniente la misura.

Nonostante la forte penalizzazione di assegno a cui le potenziali beneficiarie vengono sottoposte, la pensione con Opzione Donna non perde appeal. Sono tante le lavoratrici tanto del settore pubblico che di quello privato, autonome comprese, a non vedere in cagnesco la misura.

Anzi, sono molte quelle che la vorrebbero addirittura strutturale. La voglia di lasciare il lavoro o l’esigenza di dedicarsi alla cura della casa e delle famiglie, spingono le donne a guardare positivamente ad una misura di anticipo pensionistico, nonostante l’evidente penalizzazione di assegno.

Ed il governo pare intenzionato ad assecondare questa voglia di Opzione Donna. Infatti tra le tante ipotesi di pacchetto pensioni nella legge di Bilancio, la proroga di Opzione Donna compare sempre. Ma potrebbe cambiare qualcosa in termini di requisiti con la proroga, ed oltretutto, man mano che passano gli anni, la misura diventa sempre più favorevole pure dal punto di vista della penalizzazione di assegno.

Opzione donna anche nel 2022? È più di una ipotesi

Resta sempre in piedi l’ipotesi di proroga per Opzione Donna. Anzi, ormai appare probabile che l’estensione di un altro anno della misura (se non addirittura la trasformazione da sperimentale in strutturale) farà capolino nella imminente legge di Bilancio e nel suo canonico pacchetto pensioni.

Infatti dal punto di vista dello Stato e dei conti pubblici, la misura resta sempre economica. Opzione Donna è una misura che viene considerata utile a centrare un doppio obbiettivo, uno per lo Stato ed uno per le lavoratrici. Infatti alla sua sostenibilità in maniera di conti pubblici si affianca il fatto che la misura guarda ad una platea (le donne), tra le fasce più deboli e svantaggiate del mondo del lavoro.

Inoltre parliamo di una misura assolutamente flessibile, perché alla lavoratrice è lasciato il potere di scegliere se e quando uscire con questo strumento previdenziale.

Cosa potrebbe cambiare per Opzione Donna

La conferma della misura potrebbe portare in dote alcuni cambiamenti rispetto alla misura oggi in funzione. Con Opzione Donna nel 2021 possono uscire o lo hanno già fatto, le lavoratrici dipendenti che entro il 31 dicembre 2020 avevano completato 58 anni di età e 35 anni di contribuzione versata. Per le lavoratrici autonome invece, ferma restando l’età contributiva di 35 anni, l’età anagrafica utile doveva essere di 59 anni.

Opzione Donna 2022 invece potrebbe vedere le soglie anagrafiche salire a 59 anni per le lavoratrici dipendenti e a 60 per le autonome. Al momento è possibile ipotizzare che tale facoltà preveda il raggiungimento del requisito anagrafico-contributivo entro la fine del corrente anno.

Perché si dice che Opzione Donna diventa più conveniente?

La penalizzazione di assegno collegata alla misura deriva dal calcolo contributivo a cui la misura è assoggettata. Si chiama per questo regime sperimentale contributivo donna. Infatti la pensione in regime di Opzione Donna viene liquidata sempre e solo con il sistema contributivo. Questo produce un netto taglio di assegno che può superare tranquillamente il 30% della pensione effettivamente spettante per le lavoratrici che ricadono nel sistema misto.

E in base alle regole previdenziali generali, più anni di contributi sono versati nel vecchio sistema retributivo (prima del 1996) più è forte il sacrificio in termini di assegno pensionistico, da subire sull’altare della pensione prima del previsto. Basti pensare che una lavoratrice che ha maturato 18 anni di contributi o più, al 31 dicembre 1995, avrebbe diritto al calcolo retributivo per i versamenti fino a tutto il 2011.

È altrettanto vero però che man mano che passano gli anni, sempre meno diventano le lavoratrici che hanno carriere talmente lunghe prima dell’entrata in vigore della riforma Dini nel 1996. Se davvero si darà la possibilità di Opzione Donna a chi compie 59 anni quest’anno, cioè una donna nata nel 1962, appare improbabile che a 34 anni di età, cioè nel 1996, abbia già una carriera contributiva lunga.

E più ci si avvicina a quella che viene considerata carriera da contributivi puri (cioè iniziata dopo il 1996), sempre meno penalizzante risulta Opzione donna. Infatti per chi ha meno di 18 anni di versamenti prima del 1996, la pensione ordinaria viene calcolata con il sistema contributivo già sulla parte di versamenti successivi al 31 dicembre 1995.

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