Tagli al fondo d’istituto per aumentare lo staff di Valditara? Il Ministero smentisce: “Cifre in linea con quelle delle precedenti gestioni”

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Scoppia la polemica politica sui fondi da destinare agli uffici di collaborazione del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Prima il M5S, poi il PD e Sinistra Italiana si scagliano contro il ministro. Arriva pronta la replica del Ministero dell’Istruzione,

La prima reazione è quella del M5S, tramite l’ex sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia: “Meno fondi per l’offerta formativa e la continuità didattica e più soldi al ministro Valditara per accrescere il suo staff. Sembra incredibile, ma è esattamente il contenuto di un emendamento, a prima firma del leghista Rossano Sasso, approvato in commissione Affari costituzionali alla Camera, che sottrae quasi 500.000 euro a un fondo del Ministero dell’istruzione per il miglioramento e la valorizzazione dell’istruzione scolastica e li destina all’aumento della dotazione finanziaria per il personale a disposizione del ministro Valditara. È assurdo. Incredibile poi che a fare una proposta simile sia Rossano Sasso, che come me ha rivestito il ruolo di sottosegretario all’istruzione e dovrebbe sapere bene che le priorità della scuola sono ben altre che aumentare lo staff alla diretta collaborazione del ministro”.

Poi è il Partito Democratico, tramite il vice segretario Giuseppe Provenzano: “Mentre in legge di bilancio tagliano risorse alla scuola, il governo aumenta di 480mila euro la dotazione per gli uffici di collaborazione del Ministro Valditara. Dopo gli insulti agli studenti, ora gli toglie risorse per darle ai consulenti. Altro che merito! Il Ministero dell’istruzione e della vergogna”. 

Infine è Sinistra Italiana tramite il segretario Nicola Fratoianni ad intervenire: “Hanno voluto chiamarlo Ministero dell’Istruzione e del merito. Sarebbe più giusto chiamarlo Ministero dell’Arraffa arraffa…Togliere 500mila euro alle risorse per le scuole e destinarle ai collaboratori del ministro è un insulto al mondo della scuola, e un disonore per il titolare protempore di Viale Trastevere”.

“In riferimento alle notizie diffuse riguardo alle spese per la diretta collaborazione, il ministero dell’Istruzione e del Merito precisa che le cifre impiegate sono pienamente in linea con quelle delle gestioni precedenti. Inoltre, nella Legge di Bilancio non solo non è previsto alcun taglio di risorse alla scuola, ma sono stati deliberati incrementi per ben 650 milioni di euro”.

Lo scrive in una nota il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il testo dell’emendamento

Dopo il comma 3, aggiungere i seguenti:

3-bis. In ragione del processo di riorganizzazione del Ministero dell’istruzione e del merito, al fine di assicurare, in particolare, la funzionalità degli uffici di diretta collaborazione, all’articolo 64 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 6-sexies, al primo periodo, le parole: «con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400,» sono soppresse, al terzo periodo, le parole: «del decreto del Presidente della Repubblica», sono sostituite dalle seguenti: «dei regolamenti di riorganizzazione» e al quarto periodo, le parole: «e di 800.000 euro annui a decorrere dall’anno 2022.» sono sostituite dalle seguenti: «, di 800.000 euro per l’anno 2022 e di 1,3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023.»;

b) dopo il comma 6-sexies è aggiunto il seguente:

«6-sexies.1. In ragione del processo di riorganizzazione del Ministero dell’istruzione e del merito i limiti, relativi al medesimo Ministero, di cui all’articolo 6, commi 7 e 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono rideterminati con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.».

3-ter. All’articolo 1, comma 59, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, dopo le parole: «normativa vigente,», sono aggiunte le seguenti: «nonché di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, limitatamente agli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell’istruzione e del merito,».
3-quater. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 3-bis, pari a euro 500.000 annui, a decorrere dall’anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti di cui all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

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