Oneri … e onori ai coordinatori! Lettera


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Inviato da Giuseppe Scafuro – “ Nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il Dirigente può avvalersi di docenti da lui individuati, ai quali possono essere delegati specifici compiti”: così recita l’articolo 25 del Decreto Legislativo 165/2001, il cosiddetto “ Testo unico sul pubblico impiego”.

Tra i docenti “delegati” dal Dirigente occupano certamente un posto di rilievo i coordinatori di classe , figure di spicco , secondo Antonello Giannelli, Presidente ANP,del “ middle management”, da non confondere con quelli che lui definisce “ coadiutori” , vale a dire i docenti ( fino al 10% dell’organico dell’autonomia) che il DS può individuare e che “ lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica” ( secondo quanto prescrive il comma 83 dell’articolo 1 della legge 107/2015).
Molti ricorderanno le polemiche relative all’ultimo e contestato Concorso DS quando, in fase di dichiarazione dei titoli posseduti, ci si chiedeva se fosse giusto inserire anche quello di coordinatore , una funzione che non trova riscontro in alcuna norma giuridica o contrattuale, ma che, nella prassi quotidiana della vita scolastica, riveste un’importanza fondamentale.

Ancor di più ciò è vero nella fase della cosiddetta “ didattica a distanza”, in cui ai coordinatori, già alle prese con i mille impegni e incombenze di ogni docente , è affidato un carico di lavoro e di mansioni piuttosto corposo.

Si passano qui in rassegna solo alcune di tali mansioni , con la consapevolezza che ne sfuggiranno certamente altre. Ebbene, ai coordinatori spetta il compito di:
sostituire il Dirigente nella Presidenza dei consigli di classe in caso di sua assenza ;
in caso di presenza del Dirigente, redigere il verbale della seduta ( in molte scuole si arriva fino a dieci consigli da settembre a giugno, tra ordinari e ad horas);
tenere sotto controllo il numero di assenze e ritardi degli alunni ed eventualmente darne comunicazione alle famiglie;
convocare i genitori in caso di problemi di apprendimento o di comportamento;
redigere a inizio anno la Programmazione coordinata di classe.
A queste mansioni che potremmo definire “usuali” si aggiungono, nelle classi terminali degli Istituti secondari di secondo grado, la redazione del “ Documento del 15 maggio” e la raccolta della certificazione relativa alle attività extrascolastiche per l’attribuzione del credito formativo; nei bienni degli Istituti Professionali, quella del Progetto formativo Individuale ( PFI), senza considerare che, in molte istituzioni scolastiche, il coordinatore è anche tutor interno del PCTO e ,quindi, tocca a lui curare tutta la documentazione attinente( inserimento dati in piattaforma, registri attività d’aula e d’azienda, schede di valutazione, relazione finale). Quando poi, come in questi primi giorni di giugno, si avvicinano gli scrutini finali, piovono sui coordinatori innumerevoli altre incombenze:
controllare che ciascun collega abbia inserito nel registro elettronico le proposte di voto in tempo utile;
redigere il Piano di integrazione degli apprendimenti ( PIA);
raccogliere le relazioni finali, i programmi svolti e i Piani di apprendimento individualizzati ( PAI) relativi agli alunni che hanno riportato risultati insufficienti;
curare le comunicazioni di non ammissione agli anni successivi da inviare alle famiglie ( anche durante l’emergenza da Covid 19 i coordinatori hanno continuato a mantenere rapporti con le famiglie, in genere attraverso le funzioni del registro elettronico);
provvedere alla conversione dei crediti scolastici del terzo e quarto anno attraverso la nuova tabella ministeriale;
prendere i dovuti contatti con le famiglie degli studenti diversamente abili per verificare con quale modalità ( se in presenza o a distanza) intendano far svolgere gli Esami di Stato ai loro figli.

E non finisce qui! Perché , se si è coordinatori delle classi seconde in un Istituto superiore di secondo grado, occorre allora compilare la certificazione delle competenze e, se di una classe quinta, inserire nel registro elettronico il giudizio di ammissione degli alunni agli Esami di Stato.

Ma per molti di loro gli impegni non finiscono qui: alcuni di essi continueranno a essere occupati nello svolgimento degli esami dei privatisti che si terranno , secondo le ultime disposizioni, a partire dal 10 luglio, e ,quindi, non potranno usufruire delle ferie se non a partire dall’ultima decade di luglio. Dovranno , inoltre, rientrare a scuola entro e non oltre il 25 agosto per l’avvio delle attività del prossimo anno scolastico , con il rischio concreto che non si riesca a usufruire del numero di giorni di ferie consentito dalla normativa vigente.

Ah dimenticavo! In alcune realtà, dove non è ancora stata attivata la corrispondente funzione digitale dei registri elettronici, che avrebbe semplificato le relative operazioni , ai coordinatori tocca anche il delicato compito di redigere l’elenco dei libri di testo da adottare per il prossimo anno scolastico, stando attenti a riportare codici e prezzi aggiornati e a non sforare i famosi “ tetti di spesa” previsti per ogni classe.
In molte scuole, in calce alla delega con cui a inizio anno scolastico il Dirigente individua i coordinatori di classe , compare la scritta : “ Il compenso sarà definito in sede di contrattazione integrativa d’Istituto” . In genere, però, tale compenso si riduce a una decina di ore , al massimo quindici, nel silenzio- assenso di molte RSU.

Al danno, poi, si aggiunge la beffa: in molte scuole ai coordinatori non è concesso presentare domanda per il bonus premiale perché per le loro attività sarebbe già prevista la retribuzione con il fondo d’Istituto! Da buon cultore delle humanae litterae e nella convinzione di interpretare lo stato d’animo di molti colleghi costretti a lavorare anche nel ponte della Repubblica, mi verrebbe da evocare una celebre espressione di Cicerone: “ Quousque tandem abutere patientia nostra? ( Fino a quando abuser(ete) della nostra pazienza?)”. Ma è vero anche ,come dicevano i Latini, “ Spes ultima dea”! L’ auspicio è che, in sede di rimodulazione del fondo d’Istituto, grazie sia alla lungimiranza di tanti Dirigenti Scolastici, provenienti dal mondo della scuola, dove, magari in un passato neanche tanto lontano, hanno svolto anche loro il compito di coordinatori, sia a un ruolo attivo e partecipe delle RSU, si rimedi, in qualche modo, alla situazione attraverso un adeguato e dignitoso riconoscimento ad un incarico che, il più delle volte, si accetta per leale volontà di collaborazione e spirito di servizio e si porta avanti con abnegazione e senso di responsabilità nell’esclusivo interesse della scuola.

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