Oltre la forbice Foglio aperiodico di controinformazione del Coordinamento Precari Scuola di Roma

di Lalla
ipsef

inviato da Brunello Arborio – numero 3 – gennaio 2011

inviato da Brunello Arborio – numero 3 – gennaio 2011

pagina 4 PROSPETTIVE Oltre la forbice numero 3 – gennaio 2011
di Loto Montina

Lo schema di decreto relativo al regolamento dei requisiti e modalità della formazione iniziale dei docenti presenta diversi e importanti elementi di innovazione del processo di reclutamento:
1. l’accesso al biennio magistrale abilitante potrà avvenire dopo il conseguimento della sola laurea triennale (mentre il modello precedente prevedeva l’accesso alla scuola di specializzazione dopo
la laurea quatriennale, poi specialistica)
2. il tirocinio si svolgerà per un anno nelle scuole a titolo gratuito e sarà immediatamente un intervento attivo nella classe: il docente tirocinante cioè avrà di fatto gli stessi compiti e ruoli del docente abilitato (mentre il modello precedente prevedeva 2 anni di tirocinio di cui solo il secondo parzialmente attivo, e completamente affiancato da un docente di ruolo, garantendo un ingresso più graduale e consapevole nella realtà del proprio lavoro)
3. prevede che “i corsi di cui al presente decreto sono organizzati dalle Università senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, lasciando indeterminato chi di fatto finanzierài corsi.

Molte le riflessioni che possono essere fatte su queste proposte: riguardo al primo punto, si può notare che, a discapito dei tanti sbandierati proclami sul merito, l’accesso al percorso abilitante dopo la laurea triennale, produrrà docenti con sempre minori competenze disciplinari (per nulla positiva è infatti, l’esito della riforma 3+2, che ha di fatto trasformato il primo livello del percorso universitario in un groviglio amorfo di discipline sostanzialmente depotenziate.

Ma l’aspetto più grave è certa mente costituito dalla proposta di tirocinio formulata dal ministero: di fatto si tratta di personale gratuito in quanto il tirocinante avrà di fatto gli stessi compiti e ruoli del docente abilitato, ma senza godere di alcun salario o ruolo negli organi collegiali. Ecco come si rimpiazzano i supplenti tagliati…

Riguardo al secondo aspetto, risulta evidente che i corsi, qualora si svolgeranno, saranno a totale carico degli iscritti (come già del resto, nel precedente sistema delle SSIS)

Un altro aspetto che va sottolineato è che all’articolo 16 di questo schema si afferma chiaramente: Questo, in tempi di violenti tagli alle Università, significa che anche questi corsi o non si attueranno o, peggio, si svolgeranno a totale carico degli iscritti.

E il reclutamento? In materia ci sono le proposte contenute nel DDL Aprea prima, nelle proposte Goisis e Cota poi. Ebbene, l’essenza di queste proposte è l’affermazione dell’idea che il reclutamento debba superare le graduatorie nazionali per avvenire attraverso graduatorie regionali, se non, addirittura, nella prospettiva di concorsi indetti direttamente dai Dirigenti, sulla scorta dei posti disponibili nelle singole scuole (o reti di scuole).

La nostra presa di posizione in merito. La nostra posizione non può correre il rischio di arenarsi tra i perigliosi articoli della legislazione in oggetto. Primo perché possiamo essere sicuri che la scuola verrà sottoposta ad altre, peggiorative, modifiche, secondo perché abbiamo bisogno di individuare dei punti di orientamento fermi, che ci permettano di avere le idee chiare in materia, affermando un punto di vista alternativo e rispondente al nostro specifico e comune interesse di lavoratori della scuola.

No alla regionalizzazione. La regionalizzazione va respinta, perché colpisce innanzi tutto chi vive condizioni peggiori e perché, dividendoci, prepara il terreno a nuovi ed ulteriori attacchi e miseria. Allo stesso modo va respinto qualsiasi criterio che metta in concorrenza i precari tra loro. Dopo 150 anni di sfruttamento, di clientelismo, e di politiche neo coloniali da parte delle borghesie del nord, il sud vive condizioni drammatiche: la crisi occupazionale ha raggiunto picchi di insostenibilità (vedi il caso estremo dei suicidi, o anche degli scioperi della fame). Sostenere politiche federaliste in materia di assunzione vuol dire condannare gli insegnanti del sud e, in pari tempo, aumentare la concorrenza interna alla nostra categoria

Di pari passo dobbiamo denunciare l’innalzamento dell’età pensionabile che impedisce l’ingresso ai nuovi docenti e la “meritocrazia”, che la FLC ha di fatto accettato, arma volta solo
ad incentivare i ruffiani e proni.

Come precari della scuola non potevamo prendere una posizione corretta rispetto alle nuove norme che regoleranno il nostro accesso o meno, la nostra permanenza o meno, alle dipendenze del “Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca”, se non collocando la ridefinizione del reclutamento e dei percorsi abilitanti all’interno del quadro determinato dalla crisi del sistema.
Crisi significa tagli e i tagli vogliono dire: più soldi al capitale, meno soldi ai lavoratori (taglio di salario diretto, di posti di lavoro, di scuola, sanità, servizi, pensioni…). Nella scuola, drastica riduzione di personale, risorse, mezzi, strumenti…

Dal punto di vista del potere borghese, i tagli della riforma Gelmini devono essere gestiti nella maniera più indolore possibile: prevenire la possibilità che la rabbia di precari e disoccupati possa
superare le divisioni sindacali, gli ostacoli istituzionali e giuridici, per arrivare a saldarsi con lo scontento dei docenti di ruolo, genitori e degli altri lavoratori della scuola, a loro volta pesantemente colpiti dalla crisi. Gestire, per loro, significa insomma dividere e prevenire la possibilità che l’opposizione si generalizzi, radicalizzandosi.

Per concludere sul reclutamento, non possiamo che respingere la frantumazione dei precari tra mille graduatorie per affermare, al contrario, la necessità che il reclutamento avvenga, per tutti, attraverso le graduatorie nazionali, sulla sola base dell’anzianità di servizio e dei titoli, escludendo, però, i titoli spazzatura.

Vi sollecitiamo a farci pervenire i vostri contributi, le osservazioni e lettere alla redazione.

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