Oltre il 70% degli studenti diplomati è soddisfatto del percorso a scuola. La maggioranza prosegue all’università. Ricerca Almadiploma

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Un’ampia maggioranza di diplomati del 2023 si dichiara soddisfatta del proprio percorso scolastico, con punte di eccellenza tra i professionali. Tuttavia, una significativa quota di studenti cambierebbe la propria scelta se potesse tornare indietro. Le motivazioni principali? Studiare materie diverse, avere una preparazione migliore per l’università o per il mondo del lavoro.

RAPPORTO ALMADIPLOMA

Soddisfazione generale e differenze per tipologia di istituto

L’indagine AlmaDiploma rivela che il 73,6% dei diplomati è soddisfatto dell’esperienza complessiva. La soddisfazione è più alta tra i professionali (79,2%) rispetto ai tecnici (73,7%) e ai liceali (72,7%).

Disponibilità al dialogo dei docenti e laboratori: luci e ombre

Un aspetto da migliorare riguarda la disponibilità al dialogo dei docenti, che riceve un consenso inferiore rispetto alla soddisfazione generale. La media si attesta al 63,9%, con i professionali che si dimostrano ancora una volta i più soddisfatti (75,7%), seguiti dai tecnici (66,7%) e dai liceali (60,4%).

Per quanto riguarda i laboratori, il livello di soddisfazione si attesta al 51,0% con notevoli differenze tra i diversi indirizzi: 43,8% per i liceali, 60,4% per i tecnici e 59,1% per i professionali.

Scelta della scuola: rifarei la stessa cosa?

Oltre la metà dei diplomati (53,1%) rifarebbe la stessa scelta, confermando l’indirizzo e la scuola frequentata. La quota è più alta tra i tecnici (54,0%) rispetto ai liceali (52,7%) e ai professionali (52,3%).

Un anno dopo: ripensamenti e nuovi desideri

Analizzando i dati dei diplomati del 2022, emerge un quadro interessante. A un anno dal diploma, la quota di chi rifarebbe esattamente lo stesso percorso scolastico sale al 59,5%. Diminuisce invece la quota di chi cambierebbe parzialmente la scelta (15,9%) e si conferma consistente la quota di chi cambierebbe sia scuola sia indirizzo (24,3%).

Le motivazioni del cambiamento

Le principali ragioni che spingono i diplomati a desiderare un cambiamento sono:

  • Studiare materie diverse (32,9%)
  • Acquisire una migliore preparazione per l’università (20,8%)
  • Ottenere una formazione più specifica per il mondo del lavoro (18,1%)

I professionali, in particolare, sono più propensi a cambiare per avere una migliore preparazione per il mondo del lavoro (29,5%) e per l’università (25,5%). Tra i tecnici, invece, emerge il desiderio di studiare materie diverse (37,4%).

L’importanza dell’orientamento

I dati sottolineano l’importanza di attività di orientamento mirate e tempestive, a partire dalla scuola secondaria inferiore, per aiutare i ragazzi a fare scelte consapevoli e in linea con le proprie aspirazioni.

PCTO: esperienze positive e differenze per tipologia di diploma

In merito ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), le attività più diffuse sono:

  • Formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (63%)
  • Stage (50,5%)
  • Impresa in azione (11,3%)
  • Impresa formativa simulata (10,1%)
  • Service learning (5,9%)

Il 62,3% dei diplomati del 2023 si dichiara soddisfatto delle attività PCTO svolte, con una netta prevalenza dei professionali (82,5%) rispetto ai tecnici (73,3%) e ai liceali (52,3%).

Cosa fanno i diplomati dopo il diploma?

A un anno dal diploma, il 69,6% dei diplomati del 2022 prosegue la propria formazione con un corso di laurea (49,3% solo studio, 20,3% studio e lavoro). Il 18,8% ha scelto di inserirsi direttamente nel mercato del lavoro.

Università e lavoro: trend in crescita

Nel quinquennio 2019-2023 si osserva un aumento sia della quota di iscritti all’università (+3,2 punti) sia della quota di occupati (+2,7 punti).

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