Olbia, asilo sotto accusa: bambini “ingestibili” allontanati. Genitori denunciano discriminazioni

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Farà discutere quanto accaduto in un asilo paritario di Olbia: un numero crescente di bambini in età prescolare viene allontanato o rifiutato perché considerato “ingestibile”.

La situazione è venuta alla luce a fine maggio, quando un bambino di quattro anni è stato definito “troppo vivace” dalle insegnanti e i genitori sono stati invitati ad assumere un educatore a proprie spese.

Da allora, altri due casi sono stati segnalati all’Ufficio scolastico regionale. Nel 2021, un bambino è stato espulso dopo soli tre giorni perché ritenuto “non idoneo”, probabilmente a causa di un sospetto autismo. Nel 2023, i genitori di una bambina considerata “ingestibile” sono stati costretti a pagare un educatore aggiuntivo.

L’avvocata Oriana Erittu, che rappresenta i genitori del primo caso, sostiene che si tratti di un comportamento “seriale” da parte dell’asilo e ha diffidato i gestori. “Subito dopo il clamore mediatico del primo episodio, il mio studio è stato contattato da altre due coppie”, ha dichiarato all’agenzia ANSA. “In questi ultimi due casi non ci si vuole rivalere nei confronti della scuola, ma segnalare agli uffici competenti un comportamento scorretto, per far sì che la struttura non riceva più finanziamenti pubblici”.

L’avvocata Erittu sottolinea che, in quanto scuola paritaria che riceve sovvenzioni dalla Regione Sardegna, l’asilo non può imporre discriminazioni sugli alunni, tanto meno sulla base di patologie o disabilità. “Così si lede il diritto all’istruzione”, afferma.

I gestori dell’asilo, tramite la loro avvocata Maria Grazia Calvini, negano qualsiasi atto discriminatorio. Tuttavia, l’Ufficio scolastico regionale ha già inviato una “richiesta urgente” di spiegazioni, ricordando che le scuole private paritarie devono uniformarsi alle norme del sistema scolastico nazionale.

La situazione è in evoluzione e l’avvocata Erittu teme che i casi accaduti siano molti di più. “Questa mattina il mio numero è stato dato ad un’altra coppia di genitori e credo mi contatteranno a breve”, ha dichiarato. “Questo mi porta a pensare che i casi accaduti siano molti di più”.

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