Oggi test a numero chiuso per Medicina. Studenti: ci mobiliteremo per il Diritto allo Studio e quello alla Salute

di Lalla
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Uff. Stampa Rete della Conoscenza – Nella giornata di oggi migliaia di studentesse e studenti saranno impegnati nella lotteria nazionale dei test a numero chiuso per l’accesso ai dipartimenti Medicina e Chirurgia.

Uff. Stampa Rete della Conoscenza – Nella giornata di oggi migliaia di studentesse e studenti saranno impegnati nella lotteria nazionale dei test a numero chiuso per l’accesso ai dipartimenti Medicina e Chirurgia.

L’esclusione di tantissimi di loro non soltanto determinerà la distruzione delle tante aspirazioni personali, ma anche il mantenimento di un numero assolutamente insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale di personale medico-sanitario,

"Ormai è giunto momento di prendere atto che – dichiara Alberto Campailla, Portavoce Nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – il sistema del numero chiuso è completamente fallito e che sta contribuendo a distruggere non soltanto il Diritto allo Studio, ma anche quello alla Salute. L’Italia ha un disperato bisogno di medici e nei prossimi anni questa carenza si aggraverà drammaticamente imponendo l’apertura di un serio dibattito sull’eliminazione del numero chiuso."

Riteniamo positiva la cancellazione del "Bonus di Maturità", così come dichiarato dalla Ministra Carrozza, ma questo provvedimento non sarà sufficiente fin quando non saranno eliminate tutte le barriere poste all’accesso della formazione universitaria."

Come LINK – Coordinamento Universitario abbiamo redatto un dossier che mette in relazione la spaventosa crisi che sta attraversando il Sistema Sanitario Nazionale con lo strumento del numero
chiuso analizzando la situazione della Sanità nel nostro paese colpita da anni dagli stessi provvedimenti che stanno distruggendo l’Università italiana.

Per questi motivi domani mattina ci mobiliteremo davanti alle sedi dei test e nel pomeriggio davanti ai più importanti ospedali di Milano, Padova, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Salerno, Foggia, Bari e Cosenza.

"E’ inaccettabile che ormai il 57% dei corsi di laurea dell’Università italiana – conclude Alberto Campailla – sia caratterizzato da questa barriere all’accesso determinate unicamente dall’inasprimento dei requisiti
minimi, come quelli apportati dal Decreto A.V.A., dettati dai tagli agli atenei ormai incapaci di sostenere un’offerta formativa di qualità e aperta a tutti."

LINK – Coordinamento Universitario
Rete della Conoscenza – Ufficio stampa

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