Oggi si festeggiano gli insegnanti, in attesa di una gratificazione. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Perché gli alunni devono essere rispettati e i docenti no? Perché agli alunni tutto deve essere facilitato e agli insegnanti deve essere resa la vita difficile?

Perché ai docenti deve essere attribuita qualsiasi colpa di tutto ciò che gli alunni commettono, anche se gli insegnanti prestano tutta la dovuta sorveglianza, ben sapendo di incorrere nella “culpa in vigilando”. Gli alunni devono essere difesi, capiti, compresi, ascoltati, coccolati e gli insegnanti no?

Oggi si festeggia la Giornata Mondiale degli Insegnanti ed è bene riflettere sul ruolo del docente nella società di oggi.

Per gli alunni le conoscenze devono essere minime o sottominime, semplificate, facilitate, senza incorrere nelle difficoltà e guai se un docente si “permette” di assegnare un compito più impegnativo all’alunno: subito viene ripreso all’ordine, rimproverato e deve dar conto del come, del quando e del perché ha assegnato quel determinato elaborato. Quasi quasi siamo arrivati al punto che il docente deve svolgere prima lui il compito per poi assegnarlo agli alunni che non devono compiere il minimo sforzo di ragionamento, di riflessione e di rielaborazione: devono soltanto ricopiarlo e poi l’insegnante è “obbligato” a gratificarli.

Ecco la continua gratificazione verso gli alunni e quando arriverà la gratificazione per i docenti?

L’insegnante deve svolgere il ruolo di facilitatore, di intrattenitore, di prestigiatore, di giocoliere, di accompagnatore, di genitore e permettere agli alunni di vivere serenamente il percorso scolastico. Altrimenti sono grattacapi seri per i malcapitati docenti, la categoria più sfruttata della Pubblica Amministrazione.

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