Oggi a Roma sit in degli abilitati con TFA ordinario. E già si annunciano altre mobilitazioni per settembre

di Lalla
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red – Previsto per oggi il sit in del gruppo Facebook di neo abilitati del TFA ordinario per l’inserimento in GaE che attraverso un decalogo rivendicano i diritti spettanti a chi ha conseguito l’abilitzione con questa procedura. Contemporaneamente giunge in redazione il comunicato di un altro gruppo dal nome "La prostesta inizia il 15 luglio … e prosegue il 7 settembre".

red – Previsto per oggi il sit in del gruppo Facebook di neo abilitati del TFA ordinario per l’inserimento in GaE che attraverso un decalogo rivendicano i diritti spettanti a chi ha conseguito l’abilitzione con questa procedura. Contemporaneamente giunge in redazione il comunicato di un altro gruppo dal nome "La prostesta inizia il 15 luglio … e prosegue il 7 settembre".

Il promotore del gruppo ci scrive "Pensiamo di unire il mondo accademico, tutti gli studenti che vorrebbero insegnare ma sono scoraggiati (dopo aver pagato per anni tasse a "questo stato"), i neolaureati, i tieffini d’italia, tutti gli indignati comuni, i docenti di ruolo (sono tanti nel gruppo) che ci stanno dando una mano e piena solidarietà. Noi riteniamo che si debba fare una grande protesta nazionale il 07 settembre"

Le richieste del gruppo

– Tutti gli abilitati TFA inseriti nella GaE

– Inserimento immediato dall’a.s. 2013/15 nella II fascia delle graduatorie di istituto

– Un percorso certo per tutti i neolaureati, che altrimenti non avrebbero nessuna possibilità di entrare nel mondo della scuola, reintroducendo i TFA ordinari.

– Tutti gli abilitati speciali inseriti in una graduatoria che non sia la GaE, ma che diventi tale solo quando saranno esauriti quelli del TFA ordinario.

– L’immediato bando di un nuovo concorso riservato solo ai TFA ordinari.

– Ricordiamo che l’ultimo concorso era riservato solo ai laureati dopo l’anno 2004 e a cui molti non hanno potuto parteciparvi (UN DIRITTO NEGATO), cancellando anni di impegno, costi e sacrifici di famiglie che credevano nel percorso dell’istituzione scolastica.

I "figli di nesssuno" hanno voglia di protesta, si vogliono far sentire, costituendosi in un sindacato autonomo (fino ad oggi non ci ha difeso nessuno), che accolga giovani insegnanti precari, tieffini, neolaureati, studenti universitari…

La lotta è solo all’inizio"

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