Oggi i precari di nuovo davanti al MIUR, non più armati di carote, ma di rose

di
ipsef

red – Non in segno di pace, ma per ricordare C. C., docente precario di Storia dell’Arte morto suicida l’altro ieri.

red – Non in segno di pace, ma per ricordare C. C., docente precario di Storia dell’Arte morto suicida l’altro ieri.

Si sono dati, ancora una volta, appuntamento davanti al Ministero. La scorsa settimana hanno corretto i compiti in classe armati di carote (in opposizione al bastone) e di penne rosse. Si protesta, ma c’è ancora un barlume di gioia.

Oggi l’atmosfera è cupa, al posto delle penne rosse e delle carote ci sono delle rose, per ricordare il docente precario di Casandrino morto suicida.

Quali i motivi del gesto non si può dare per certo, ma la mente viaggia verso la sua esperienza di precario deluso, senza più incarichi e senza più prospettive.

Il comunicato del "Movimetno dei precari uniti contro i tagli" è duro. Si tratta di una morte "paradossale" in un paese "che detiene il 70% del patrimonio artistico e archeologico mondiale", "il più eloquente segnale della decadenza civile e culturale d’Italia, ed è il contrassegno più evidente del fallimento della politica"

Questa mattina davanti al MIUR i cartelli al collo dei docenti precari trasudano amarezza e rabbia: ”Precariato crimine di stato” e ”Ciao C., continueremo la lotta anche per te”.

Morire di precariato

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