Oggi i precari della scuola in piazza

di Lalla
ipsef

red – I precari della Scuola scendono oggi in piazza per una manifestazione di carattere nazionale su base territoriale: a Roma, dove consegneranno al Ministro Profumo la lettera/documento realizzata dall’assemblea nazionale del 15 gennaio; a Napoli, Milano, Ravenna, Pisa, Foggia, Bari, Oristano, Latina.

red – I precari della Scuola scendono oggi in piazza per una manifestazione di carattere nazionale su base territoriale: a Roma, dove consegneranno al Ministro Profumo la lettera/documento realizzata dall’assemblea nazionale del 15 gennaio; a Napoli, Milano, Ravenna, Pisa, Foggia, Bari, Oristano, Latina.

Le richieste

NO al concorso finché tutti i precari non verranno assunti
NO alla chiamata diretta dei presidi e all’aziendalizzazione e alla privatizzazione del sistema d’istruzione statale
PRETENDERE, ancora una volta, un serio piano di RIFINANZIAMENTO che restituisca le risorse tagliate dalla finanziaria 133 del 2008
l’immediato sblocco del turn over e l’assunzione di tutti i precari
l’utilizzo delle graduatorie come unico sistema di reclutamento
l’annullamento della distinzione tra organico di fatto e di diritto
la restituzione dello scatto stipendiale per i neoassunti
il rinnovo del contratto di lavoro

A sostenerli PRC-SE che "condivide e sostiene la lotta e le rivendicazioni dei coordinamenti e comitati dei precari della scuola che domani daranno vita ad un sit-in di protesta davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma.
La scuola pubblica ha bisogno di una netta inversione di tendenza, a partire dalle cancellazione delle controriforme volute dal precedente Governo e dal ripristino dei finanziamenti tagliati. Se non si torna ad investire nell’istruzione delle nuove generazioni, i discorsi su fantomatici concorsi sono solo chiacchiere utili a dividere artificiosamente chi nella scuola lavora da anni e chi invece aspira ad entrarci, diffondendo illusioni destinate ad infrangersi contro la realtà della totale assenza di posti"

Il comunicato dei precari

Il documento dell’assemblea del 15 gennaio 2012

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