Oggi è la giornata degli insegnanti cattolici, Anief: valorizzare con i fatti il ruolo di tutti i docenti

di redazione
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Comunicato Anief – Oggi la chiesa cattolica ricorda San Filippo Neri, nobile fiorentino vissuto tra il 1515 e il 1595 che, trasferitosi a Roma, divenne sacerdote e punto di riferimento dei suoi “allievi”. Il presidente nazionale Anief, professore Marcello Pacifico, si rivolge ai colleghi cattolici dediti alla formazione degli alunni e degli studenti e dedica a loro alcune riflessioni: “In questo giorno, in cui ogni insegnante festeggia il proprio protettore, il pensiero va a tutte le persone che prestano servizio presso le nostre scuole. Il lavoro del Maestro e quello del Professore denotano un grande senso di responsabilità, di attaccamento ai valori della famiglia”.

 

“La Scuola – continua Pacifico – è una grande famiglia e i docenti spesso sacrificano tempo prezioso per le attività, sottratto anche ai propri affetti, per portare avanti la missione dell’insegnante. Un sacrificio che vale, ovviamente, anche per i docenti non cristiani. Perché certamente, chi decide di dedicare la propria carriera all’ammaestramento dei giovani sente questo compito dal più profondo e lo porta avanti con dedizione e serietà. Ognuno di noi, nella propria formazione scolastica, ha dei ricordi che si ricollegano a specifici momenti di formazione e crescita legati a un insegnate. Il loro ruolo è basilare e molti insegnamenti, anche di vita, non lasciano mai la memoria degli studenti”.

 

“Purtroppo, la nostra istituzione scolastica, tenuta sempre in grande considerazione dagli italiani, non vive un momento roseo: il nuovo contratto non tutela docenti e Ata, spesso i nostri insegnanti soffrono di patologie derivanti da una forte esposizione allo stress e gli aumenti in arrivo nel mese di giugno saranno irrisori. Per non parlare delle “mance”, qualche centinaio di euro, che dopodomani arriveranno come arretrati. Noi ci battiamo – continua il sindacalista autonomo – dalla fondazione di Anief affinché gli insegnati possano vedere riconosciuti i sacrifici e i meriti. La cronaca poi ci ha, tristemente, abituati a casi di violenza a discapito dei docenti, vittime spesso dell’aggressività di studenti e dei loro genitori”.

 

“Noi sogniamo una scuola che ridia rispetto e dignità al lavoro dell’insegnante, che parta dal riconoscimento del fatto che un docente è stato, prima di tutto, uno studente che ha voluto emulare i propri maestri, seguendone le orme e divenendone omologo. Vogliamo che gli allievi, le loro famiglie e tutto il sistema identifichino ancora l’importanza del formatore, dell’educatore delle giovani leve, chiamate un giorno a prendere le redini di questo paese, divenendo cittadini e cittadine responsabili. Per questo, il mio augurio è che nel futuro prossimo le nostre aule siano piene di studenti felici, prepararti, guidati da docenti soddisfatti del proprio ruolo. Noi lottiamo da sempre perché ciò possa divenire realtà e la nostra raggiunta rappresentatività non fa che spingerci più avanti rispetto alla sua realizzazione”, conclude il presidente Pacifico.

 

L’ESEMPIO DI VITA DI S. FILIPPO NERI

Mite sin da piccolo e incline a schierarsi sempre a fianco dei più deboli, era dedito a prestare attenzione e dare il proprio aiuto ai poveri e agli indifesi: stava accanto al popolo, assisteva gli ammalati, era consigliere e Maestro dei più giovani. Aveva tanto a cuore i problemi dei ragazzi da impiegare gran parte della sua giornata all’ascolto delle loro preoccupazioni e a dispensare motti pieni di sapienza; famosa la sua frase “State buoni, se potete” attraverso la quale li invitava alla bontà, alla gioia, all’allegrezza. Da lì diede vita a incontri coi giovani e alla costituzione dell’Oratorio. Per questo attaccamento agli adolescenti, per il senso di sacrificio che lo portava a non stancarsi mai di porgere una parola benevola e un ammaestramento di vita, San Filippo Neri è stato eletto a protettore dei bambini, dei giovani e degli insegnanti.

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