Oggi, 8 settembre, si celebra la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione tra carenza di scuole e di docenti

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Oggi, 8 settembre,  si celebra la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione, il cui tema per il 2013 è "Alfabetizzazione per il 21 secolo".

Giulia Boffa – Oggi, 8 settembre,  si celebra la Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione, il cui tema per il 2013 è "Alfabetizzazione per il 21 secolo".

Il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, nel messaggio per la Giornata internazionale dell’Alfabetizzazione, ha sottolineato che più di due terzi dei 774 milioni di analfabeti nel mondo sono donne e si invitano dunque i governi a fare di più per sradicare l’analfabetismo, nonostante i progressi fatti negli ultimi 20 anni.

Nel 2013, a due anni dal 2015, data prevista per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio, ci sono ancora 57 milioni di bambini che non vanno a scuola.

"E’ comunque una cifra sottostimata se si pensa alla difficoltà di tener conto di tutti i bambini che non vengono registrati in alcuna anagrafe, ad esempio quelli che vivono in territori isolati – nelle foreste o nei deserti di questo mondo – e poi quelli che popolano eterni campi profughi. Quindi, questo numero andrebbe moltiplicato. Bisognerebbe poi pensare a tutti gli adulti e a tutti i giovani che non hanno mai potuto accedere alla scuola dell’obbligo", afferma mons. Aldo Martini, presidente dell’Opam, l’Opera per la promozione dell’alfabetizzazione nel mondo, intervistato da Radio Vaticana.

"La prima carenza – spiega Martini – è che mancano le scuole, mancano proprio gli edifici scolastici, specialmente nelle zone rurali; mancano le risorse per poterle frequentare, perché anche dove ci sono, le scuole costano. Quindi, le famiglie che vivono – come gran parte dell’umanità – con meno di un dollaro al giorno, come fanno a mandare i figli a scuola quando magari si sono famiglie che hanno dai sei agli otto figli?"

"In questo mondo, che è sempre più globalizzato, non è sufficiente garantire la frequenza scolastica, l’alfabetizzazione tradizionale. Bisogna assicurare l’istruzione di qualità che, oltre alle competenze necessarie, offra la possibilità di continuare per tutta la vita un processo di formazione permanente capace di fare sintesi tra le conoscenze personali e le competenze condivise. Per questo mi piace citare una frase del filosofo Edgar Morin: “Il nostro mondo di conoscenza parcellizzato, produce ignoranze globali”.

Mancano anche gli insegnanti, dice Martini. "Una delle carenze sulle quali forse si riflette meno è la mancanza degli insegnanti: per garantire il diritto all’istruzione, occorrerebbero almeno 6,08 milioni di insegnanti, che salgono ad almeno 10 milioni se si tiene conto che la metà degli insegnanti attualmente in servizio non è in possesso di un titolo, o di competenze adeguate per affrontare i bisogni educativi del XXI secolo."

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