Oggi, 12 giugno, è la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile

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Oggi è la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile.

Oggi è la Giornata Mondiale contro il lavoro minorile.

Il lavoro minorile va a braccetto con la povertà. Laddove l’unica opportunità di reddito è il duro lavoro manuale è più facile che anche i più piccoli siano costretti a contribuire. Ancora, è sempre la povertà estrema che spinge numerose famiglie ad accettare le offerte di intermediari senza scrupoli per l’impiego di bambini e minori in attività lavorative. Per tale motivo, la vera strategia vincente contro la piaga del lavoro minorile è la riduzione della povertà, soprattutto delle zone rurali dei Paesi del sud del mondo. Parte dalla creazione di alternative di reddito e dal miglioramento delle questioni relative alla salute e alla sicurezza sul lavoro, specialmente in agricoltura. È proprio in questo settore, infatti, che si fa maggior ricorso al lavoro di bambine e bambini.

I bambini hanno un gran vantaggio: costano poco, richiedono meno garanzie e sono facilmente soggiogabili. Per questo sono facile preda di mafie e mercanti. È difficile quantificare con esattezza il numero dei minori costretti a lavorare, perché il lavoro minorile, essendo spesso clandestino e non dichiarato, elude le statistiche ufficiali sull’occupazione. Tuttavia si può calcolare che il fenomeno riguardi centinaia di milioni di bambini, privati del diritto all’istruzione, alla salute, al gioco.

A livello internazionale, il maggior testo di riferimento è costituito dalla Convenzione ILO sulle peggiori forme di lavoro minorile. A livello di società civile, la Global March Against Child Labour costituisce un movimento internazionale per la promozione dei diritti dell’infanzia costretta a lavorare.

Nel 2013, durante la III Conferenza globale sul lavoro minorile di Brasilia, la comunità internazionale ha adottato la Dichiarazione di Brasilia, che sottolinea la necessità del lavoro dignitoso per gli adulti, dell’istruzione gratuita e obbligatoria per i bambini, e della protezione sociale per tutti. La Giornata mondiale 2014 ribadisce queste priorità e chiede:
 

  •     Un impegno per introdurre, migliorare e estendere la protezione sociale, in linea con la Raccomandazione dell’ILO n. 202    sui sistemi di protezione sociale     di base.
  •     Sistemi nazionali di sicurezza sociale adatti ai bisogni dei bambini e che contribuiscano al contrasto del lavoro minorile.
  •     Una protezione sociale per i minori particolarmente vulnerabili.

Secondo le ultime stime dell’ILO sul lavoro minorile nel mondo (settembre 2013), il numero di minori che lavorano è diminuito di un terzo dal 2000, passando da 246 milioni a 168 milioni mentre il numero quelli che svolgono lavori pericolosi è passato da 171 milioni a 85 milioni.

Tra il 2008 e il 2012, sono stati registrati i progressi più significativi con una diminuzione di 47 milioni di minori lavoratori, ovvero da 215 milioni a 168 milioni, mentre i minori che svolgevano lavori pericolosi sono passati da 115 milioni a 85 milioni.

Nonostante questi progressi, non sarà possibile raggiungere l’obiettivo, fissato dalla comunità internazionale, di eliminare entro il 2016 le peggiori forme di lavoro minorile, una priorità nella lotta globale contro questo fenomeno.

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