Ocse-Pisa. Il messaggio del Ministro Carrozza alla presentazione dei dati

di redazione
ipsef

Pubblichiamo il testo integrale. Saluto tutti gli intervenuti a questo importante appuntamento. Mi spiace non poter essere con voi ma stamattina sono a Bruxelles per il Consiglio europeo Competitività. Come Ministero abbiamo deciso comunque di ospitare per la prima volta nella nostra sede la presentazione di questa indagine OCSE proprio perché ne comprendiamo la rilevanza. Vogliamo farcene carico, usarlo come uno strumento per indirizzare e migliorare le nostre politiche per l’istruzione e quindi anche simbolicamente abbiamo deciso di ospitarne la presentazione.   

Pubblichiamo il testo integrale. Saluto tutti gli intervenuti a questo importante appuntamento. Mi spiace non poter essere con voi ma stamattina sono a Bruxelles per il Consiglio europeo Competitività. Come Ministero abbiamo deciso comunque di ospitare per la prima volta nella nostra sede la presentazione di questa indagine OCSE proprio perché ne comprendiamo la rilevanza. Vogliamo farcene carico, usarlo come uno strumento per indirizzare e migliorare le nostre politiche per l’istruzione e quindi anche simbolicamente abbiamo deciso di ospitarne la presentazione.   

Venendo ai dati, non possiamo trascurare il fatto che l’Italia registri risultati inferiori alla media Ocse, tuttavia l’indagine rivela che siamo uno dei Paesi che ha registrato i maggiori progressi in matematica e scienze e questo deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti.  

In particolare nell’indagine mi hanno colpito la disparità dei risultati delle ragazze in matematica rispetto a quelli dei loro compagni maschi, che fanno registrare un divario più ampio della media Ocse. Questa per me è la spia di una questione culturale, di un gap di genere che attraversa ancora in maniera profonda il nostro Paese e che va contrastato. 

L’altro dato significativo è rappresentato dalla diversità di performance in molte aree del Mezzogiorno, dove si registrano risultati in generale al di sotto della media italiana, anche se alcune
regioni mostrano un trend positivo. A queste aree del nostro Paese occorre guardare con più attenzione, come abbiamo già iniziato a fare nel Decreto Istruzione, con maggiori investimenti per la lotta alla dispersione scolastica nelle aree più a rischio.   

Infine vorrei sottolineare un aspetto molto importante di questa indagine, che dimostra la validità del nostro sistema di formazione come ‘ascensore sociale’. La stessa indagine sottolinea come “L’Italia ha migliorato i suoi risultati senza rinunciare al principio di equità nel sistema di istruzione”. Il nostro Paese continua a mostrare livelli di qualità superiori alla media Ocse nell’apprendimento con solo il 10% di variabilità nei risultati in matematica ascrivibile alle differenze di status socioeconomico dei ragazzi. Si tratta di un dato che testimonia l’incredibile potenziale della nostra scuola come motore della mobilità sociale, al quale non dobbiamo e non vogliamo rinunciare, ma che al contrario occorre rafforzare, soprattutto in una fase di crisi economica come quella che l’Italia sta attraversando.   

Ecco perché dobbiamo guardare al nostro sistema educativo non come una spesa, ma come un investimento. Perché possa continuare a svolgere questa funzione fondamentale per una società più giusta, per un’economia sempre più sostenibile fondata sulla ricerca e sulle competenze tecnologiche, per una maggiore coesione territoriale. La stessa indagine evidenzia il netto calo degli investimenti italiani nel settore tra il 2001 e il 2010, in controtendenza rispetto alla maggior parte dei paesi Ocse dove le risorse destinate all’educazione sono aumentate. Come governo Letta abbiamo dato un segnale forte con il Decreto Istruzione. Continueremo su questa strada, per aumentare l’investimento nell’istruzione, con la massima attenzione al futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. OCSE Pisa 2012, i primi dati. L’Italia migliora in matematica, lievemente. Indietro ancora le aree di segregazione socio-economica

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