Ocse boccia Gelmini? Macchè! Promossa a pieni voti

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red – Il tam tam della stampa che condanna la Gelmini è frutto delle "solite cassandre" che "hanno riempito le agenzie e i giornali di accuse strumentali ai ministri Gelmini e Tremonti". Ad affermarlo è l’On. Aprea in una missiva inviata al sito ilSussidiario.it

red – Il tam tam della stampa che condanna la Gelmini è frutto delle "solite cassandre" che "hanno riempito le agenzie e i giornali di accuse strumentali ai ministri Gelmini e Tremonti". Ad affermarlo è l’On. Aprea in una missiva inviata al sito ilSussidiario.it

Il presidente della VII commissione cultura alla Camera confuta le affermazioni apparse nei giorni scorsi sui giornali che mettevano in luce i momenti di criticità della scuola italiana.

Una di queste confutazioni riguarda la percentuale del Pil che l’Italia investe sulla scuola. Difatti essa risulta inferiore alla media Ocse. Dato non confutabile, ma non necessariamente legato alla qualità della scuola. Infatti, l’Aprea afferma che "per migliorare la scuola il focus non è la spesa rispetto al Pil". Sebbene non possa negare che forse c’è un leggero vantaggio, che però è "più illusorio che reale", il Presidente afferma che "conta, invece, la qualità della scuola, la qualità degli insegnanti e la libertà di sceglierli. Contano l’organizzazione e il clima scolastico, una valutazione efficace e un altrettanto efficace accompagnamento per superare le criticità". "Una spesa maggiore piace a tutti – conclude – ma spendere di più non serve se il sistema è già logoro".

Altra questione riguardano gli stipendi. Difatti, attraverso i dati Ocse, è stato contestato a questo governo che gli stipendi dei prof sono tra i più bassi dei paesi aderenti. L’Aprea controbatte sostenendo che il gap è reale, ma:

  • "la spesa per gli stipendi degli insegnanti è compressa dall’elevato costo per studente dell’istruzione pre-universitaria: troppe ore di lezione per i ragazzi e minor numero di ore di insegnamento dei docenti, con classi, in alcune zone del Paese, con un numero di alunni ancora troppo basso.
  • mentre in altri paesi i docenti sono sottoposti ad una corposa formazione iniziale e, soprattutto, continua e sono valutati con una progressione di carriera, in Italia vanno avanti indistintamente per anzianità ottenendo il massimo dello stipendio dopo 35 anni di insegnamento".

Al fine di migliorare la condizione economica dei docenti, ricetta è "l’introduzione della valutazione e della carriera per i docenti, come avviene nel resto dei Paesi Ue e dell’OCSE."

Infine, dai dati Ocse giunge la critica legata all’utilizzo e disponibilità da parte dell’Italia di "dispositivi di verifica dell’accountability nella regolamentazione". Un punto debole, non può che ammettere l’Aprea, ma sul quale " il nostro sistema educativo ha fatto molti passi in avanti proprio in questa Legislatura", attraverso il potenziamento del Servizio Nazionale di Valutazione attraverso l’articolazione di tre soggetti: "un corpo di ispettori ministeriali dedicato alla valutazione degli insegnanti e di sistema e due enti di ricerca, l’Indire e l’Invalsi, che saranno chiamati a garantire e a misurare la qualità degli insegnamenti e degli apprendimenti nelle nostre scuole".

La lettera sul sito del Sussudiario.it

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