Occupazione. Solo il 57,5% dei laureati lavora a tre anni dal titolo e il 36% dei diplomati

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Cresce la percentuale dei laureati italiani under 35 che trova lavoro entro i tre anni dal titolo, ma siamo comunque al  penultimo posto in Ue in questa graduatoria, davanti solo alla Grecia con il 49,9%: nel 2015, secondo i dati appena pubblicati da Eurostat – solo il 57,5% dei laureati italiani aveva trovato lavoro entro tre anni dalla laurea (52,8% nel 2014) a fronte dell'81,8% nell'Ue a 28.

Cresce la percentuale dei laureati italiani under 35 che trova lavoro entro i tre anni dal titolo, ma siamo comunque al  penultimo posto in Ue in questa graduatoria, davanti solo alla Grecia con il 49,9%: nel 2015, secondo i dati appena pubblicati da Eurostat – solo il 57,5% dei laureati italiani aveva trovato lavoro entro tre anni dalla laurea (52,8% nel 2014) a fronte dell'81,8% nell'Ue a 28. In Germania la percentuale è salita al 93,3%. La percentuale era al 70,5% nel 2008, prima della crisi economica.

Il 57,5% dei laureati, secondo l'Eurostat risulta occupato tra uno e tre anni dal termine degli studi ma se si considera l'intero triennio la percentuale italiana scende ancora (al 53,5% ma comunque in aumento dal 49,6% del 2014).

In Italia cresce leggermente anche la percentuale dei diplomati che risultano occupati entro tre anni dal titolo (35,9% a fronte del 32,2% del 2014) restando però anche su questo fronte molto lontana dalla media europea (66,5%) e dalla percentuale registrata negli anni pre crisi (54,9% nel 2008).

Sono in difficoltà nel trovare lavoro subito dopo il diploma i giovani con un titolo generico (risulta occupato entro tre anni solo il 26,7% contro il 23,5% del 2014) mentre i ragazzi con un titolo professionale trovano occupazione entro tre anni nel 38,1% dei casi (34,2% nel 2014) a fronte del 69,7% della media Ue (89,8% in Germania).

In Italia solo il 41,3%% risulta occupato entro tre anni dalla fine degli studi (era il 37,8% nel 2014) a fronte del 69,8% in Europa. In Italia comunque nel 2014 si registra la prima inversione di tendenza dopo un calo continuo delle percentuali dall'inizio della crisi. Se nel 2008 i punti che ci distanziavano dalla media Ue complessiva erano circa 18 (74,4% in Europa, 56,1% in Italia per i giovani tra i 15 e i 34 anni che avevano completato il percorso di studi) ora i punti sono 28 e mezzo (erano oltre trenta nel 2014).

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