Occorrono insegnanti di sostegno, continuità didattica ed effettiva integrazione degli alunni con disabilità. Lettera


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inviata da Lorenzo Picunio  – La pandemia ha toccato tutti, e rende difficile comprendere chi è stato toccato in misura maggiore. Ma il grado di civiltà si misura da quanto si riescono a tutelare i diritti dei più deboli fra i  membri della società .

Occorre un  numero adeguato di posti di sostegno, una continuità didattica degli insegnanti di sostegno nelle scuole, la garanzia dell’effettiva integrazione degli alunni con disabilità, dalla scuola dell’infanzia alla superiore.

Perchè è attuale il modello d’integrazione proposto dalla legge 517 del 1977.

Le difficoltà finanziarie dei Comuni e delle Unità Sanitarie Locali indeboliscono l’azione di supporto alla scuola e l’intervento degli specialisti, ancora di più quindi occorre che si sostenga la buona integrazione, che aiuta sia il bambino o ragazzo con disabilità, sia gli altri bambini o ragazzi che si trovano a frequentare la scuola con lui.

 

 

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