Occorre valorizzare di più il personale ATA, il “polmone” della scuola. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Il personale ATA (Ausiliario, Tecnico, Amministrativo) rappresenta la spina dorsale della scuola, perché senza il supporto di questa figura professionale le istituzioni scolastiche non potrebbero funzionare.

Tuttavia al personale ATA non viene dato il giusto riconoscimento sociale ed economico, tanto che è considerato la “cenerentola” della scuola italiana, ben sapendo che senza di questo personale la scuola si paralizzerebbe. Un lavoro impegnativo e certosino svolgono le segreterie delle scuole che rappresentano il “polmone” della scuola, in quanto tutte le questioni burocratiche passano attraverso gli uffici di segreteria e, spesso, questo personale è carente e la mole di lavoro ricade su poche persone. Gli assistenti amministrativi, in particolari periodi dell’anno scolastico si trovano ad essere oberati di lavoro, soprattutto nelle fasi di inizio dell’anno scolastico con la compilazione degli elenchi degli alunni, nella fase della mobilità per la gestione dei trasferimenti, al termine dell’anno scolastico con la predisposizione dei documenti di valutazione e degli Esami del Primo e del Secondo Ciclo d’Istruzione e, non ultimo, nella complessa gestione delle operazioni di aggiornamento delle graduatorie di circolo e d’istituto, operazione abbastanza complessa soprattutto per il calcolo dei punteggi.

Per di più la fase di aggiornamento delle graduatorie di II e III fascia coincide, di solito, con il periodo estivo quando il personale amministrativo è in ferie. Quest’anno, inoltre il personale amministrativo ha dovuto, in molte scuole, per la compilazione delle graduatorie al supporto dei docenti che sono andati in soccorso delle segreterie scolastiche che evidenziavano particolari situazioni di criticità. Le immissioni in ruolo predisposte da MIUR, ancora una volta, non danno spiccata attenzione al personale ATA, tanto che i seimila contratti a tempo indeterminato non vanno a coprire tutti i posti disponibili e vacanti, ma agiscono sul turn over, per cui si nota il perpetrarsi della scarsa attenzione del Ministero di Viale Trastevere verso questa tipologia di personale.

Occorre mettere in atto un piano di valorizzazione del personale ATA tenendo conto del lavoro prezioso che detto personale svolge nelle scuole, ma ormai se ne parla da tanti anni e le ricadute sono sempre negative. Ad accrescere la valorizzazione del personale ATA c’è bisogno anche del sostegno dei sindacati della scuola che finora non sono stati particolarmente incisivi nel mettere a punto strategie di maggiore attenzione da parte del MIUR nei confronti di questo personale che si sente abbandonato, lasciato al proprio destino senza un riconoscimento dignitoso da punto di vista sociale, professionale ed economico.

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