Occorre arrivare alla creazione di un corpo docente realmente competente. Lettera

Stampa

Inviato da Anna Dalle -Gentile redazione, in questi giorni tanti lavoratori si sentono depredati di alcuni diritti e paventano un ritorno alla precarietà.

Anzitutto gli stessi hanno firmato un contratto con clausola risolutoria. Poi, tra loro, precaria per anni, ci sono stata anche io. Ma io, pur riconoscendo il valore dell’esperienza, da docente, ho sempre dato valore all’istruzione e alla formazione.
Non mi sono accontentata dei miei studi magistrali, ho iniziato sfp, ho lavorato, studiato e cercato di sostenere la mia famiglia, ho fatto il corso di specializzazione per il sostegno, superato il concorso e riconosco il grande valore di una formazione organica che ha sensibilmente cambiato il mio modo di agire, la mia consapevolezza e la mia professionalità.
Non ho mai invocato solo diritti in 12 anni di precariato e sono testimone diretta dei danni degli ignoranti, che in forza di un diploma prima e di una sentenza dopo, hanno segnato le vite di tanti alunni.
Dentro un sistema corrotto, in mano a dirigenti e comitati di valutazione che raramente operano un approfondito controllo e/o prendono decisioni anche dure, un’ampia corte di docenti impreparati ha sostenuto solo i propri interessi personali.
Per questi motivi non ha senso un inserimento tout court in gae, ma deve essere obbligatorio un percorso organizzato e serio di formazione, non la solita possibilità di comprare titoli e titoletti, ma la creazione di un corpo docente realmente competente.

Stampa

“App-prendo insieme per una rete sicura” è il nuovo progetto di Eurosofia a cura del Prof. Francesco Pira. Il 4 febbraio segui la diretta